Braccio di ferro in Consiglio regionale sul piano sanitario approvato da Toma

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mercoledì 15 settembre 2021
di La Redazione
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Consiglio Regionale del Molise
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CAMPOBASSO. Presieduto dal suo Presidente, Salvatore Micone, si è riunito oggi il Consiglio regionale. In apertura di seduta il Presidente della Giunta regionale, Donato Toma, ha comunicato all’Aula di aver assunto, nella sua veste di Commissario ad acta per il rientro dal disavanzo sanitario, uno specifico provvedimento di approvazione del Piano Operativo 2019-2021.

Sono seguiti gli interventi dei Consiglieri Facciolla, Greco e Fanelli che, stigmatizzando come il Consiglio non fosse stato informato con opportuna tempestività dell’approvazione di un atto di programmazione sanitaria così rilevante, hanno chiesto la fissazione di una seduta monotematica dell’Assise per discutere dell’argomento (In tal senso è stata formalizzata una richiesta a firma dei Consiglieri dei Gruppi M5S e del PD). Gli stessi tre Consiglieri, cui si è aggiunto il Consigliere Manzo, hanno quindi dichiarato, a nome dei rispettivi Gruppi, di abbandonare i lavori dell’Aula in segno di protesta. L’Assise, dopo il rinvio della discussione di alcuni argomenti per assenza dei presentatori, ha esaminato una Mozione del Consigliere Gianluca Cefaratti avente ad oggetto “Delibera di Giunta n. 285/2021 e disposizioni statali per i Farmaci di fascia C per le Regioni in Piano di rientro dal debito sanitario”. Dopo l’illustrazione del Consigliere proponente, Cefaratti, sono seguiti gli interventi dell’assessore Pallante e del Presidente della Regione Toma.

L’atto di indirizzo –emendato in Aula a seguito della discussione- è stato quindi approvato all’unanimità dei presenti. In particolare nella Mozione il Consiglio regionale rileva come i farmaci di fascia C, ovvero quelli utilizzati per il trattamento di disturbi e patologie di lieve entità (farmaci non essenziali), siano quelli il cui costo non può essere rimborsato dal sistema Sanitario Nazionale ed è pertanto, a completo carico del cittadino, tranne il caso in cui il paziente –per cui tali principi attivi siano prescritti- sia affetto da particolari patologie o si trovi in determinate condizioni di salute. Nel testo, inoltre, si evidenzia come, secondo la direttiva del Ministero della Salute, non sia possibile erogare prestazioni extra Lea (Livelli essenziali di Assistenza) nel contesto della razionalizzazione della spesa, confermando che i farmaci di fascia C, i prodotti classificati come integratori, anche quando prescritti per malattie rare per le quali non sono disponibili alternative terapeutiche, possano essere erogati gratuitamente ai propri residenti, soltanto dalle Regioni che, trovandosi in condizioni di equilibrio economico-finanziario, non abbiano sottoscritto Piani di rientro dal deficit sanitario.

Come pure nelle premesse del provvedimento si prende atto che la Giunta regionale, con deliberazione n. 285 del 26 agosto 2021, ha deciso di sostenere i cittadini affetti da malattie rare in condizioni di fragilità sociale, attraverso un riconoscimento economico straordinario per far fronte alle spese relative all’acquisto di tali farmaci, trasferendo ai Comuni le somme necessarie sulla base delle richieste pervenute previo il possesso di alcuni requisiti tra cui una dichiarazione ISEE inferiore a 20 mila euro.

L’assise pertanto impegna il Presidente della Giunta regionale, nonché Commissario ad acata per l’attuazione del Piano di rientro, a richiedere una modifica della norma nazionale per l’accesso, per i cittadini residenti nelle Regioni in Piano di rientro affetti da patologie rare, agli stessi medesimi benefici degli altri cittadini italiani per i farmaci di fascia C. Si impegna, poi, lo stesso Presidente a verificare la congruità dell’importo relativamente all’ISEE individuato nella delibera giuntale n. 285/21.