A Larino torna il biovenerdì diocesano fra cinema e cucina

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Termoli lunedì 19 agosto 2019
di La Redazione
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A Larino torna il biovenerdì diocesano fra cinema e cucina
A Larino torna il biovenerdì diocesano fra cinema e cucina © Diocesi Termoli-Larino

LARINO. Coniugare il rispetto per la terra e per i suoi prodotti con quello dei diritti dei lavoratori; promuovere azioni concrete di inclusione sociale per le persone più fragili con la diffusione di cultura e l’attenzione alla partecipazione di tutti: esiste già un mondo un po’ diverso, non convenzionale, a Larino. Si tratta dell’esperienza che ruota attorno alla Locanda Terre del Seminario, il bellissimo e ospitale complesso di via Mons. Balduino 1: qui, e nei terreni circostanti, la Cooperativa Arcobaleno Sorriso di Dio e l’Azienda agricola Terre del Seminario, opere segno della Diocesi di Termoli- Larino, svolgono quotidianamente e con passione il proprio lavoro (https://www.sorrisodidio.org/). Sia la società agricola sia la cooperativa producono contemporaneamente beni materiali (alimentari e non) e immateriali, cioè servizi ad esempio per l’inclusione socio- lavorativa. Entrambe cercano di rivolgere tutto il proprio impegno allo sviluppo di una logica di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, con particolare attenzione alla tutela e alla conservazione delle risorse naturali per le generazioni future in ogni singolo territorio.

Il prossimo appuntamento “La nostra cucina” è in programma venerdì 23 agosto alle 19 con la proiezione del film “I Villani”: La cucina popolare italiana, amata e imitata in tutto il mondo, sta morendo. Ma in tanti provano a salvarla. Il film segue quattro personaggi dall’alba al tramonto, da inizio a fine giornata di lavoro. Il passare delle ore scandisce la presentazione di ogni personaggio. Li si vede inizialmente nei loro spazi, nelle loro mansioni, per poi addentrarsi nelle loro difficoltà quotidiane. Al calar del sole emerge la soluzione, attraverso la loro etica, il loro sapere, la comunità che creano, l’eredità che lasciano. Sono stati scelti quattro personaggi che potessero rappresentare la cucina italiana, rispettando le varie caratteristiche che la compongono: Nord e Sud, uomini e donne, giovani e anziani. Quattro “villani” che parlano di agricoltura, pesca, allevamento, formaggi e cucina familiare. Quattro personaggi che nel loro fare quotidiano rappresentano la sintesi delle infinite resistenze e reticenze ad adottare un modello gastronomico e culturale uguale in tutto il mondo. Quattro personaggi con le loro famiglie per poter verificare se la cucina italiana sia ancora un patrimonio vivo, se il passaggio di informazioni tra generazioni esiste ancora, se la cucina italiana così come l’abbiamo ereditata si salverà o scomparirà.