"Ascia nera", sabato il libro-inchiesta sulla mafia nigeriana a La città invisibile

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Termoli giovedì 12 settembre 2019
di La Redazione
"Ascia nera", sabato il libro-inchiesta sulla mafia nigeriana a La città invisibile © La città invisibile

TERMOLI. Sabato 14 settembre alle ore 18 presso i locali de La Città Invisibile a Termoli (piazza Olimpia 1, zona stadio comunale) inizia il ciclo di incontri e letture "Tutta un'altra storia", ospitando lo scrittore e giornalista Leonardo Palmisano per parlare del suo libro-inchiesta "Ascia Nera. La brutale intelligenza della mafia nigeriana" della Fandango editore. L’incontro è promosso in collaborazione con la Libreria Fahrenheit di Termoli. Leonardo Palmisano (Bari, 1974), etnografo e scrittore, insegna Sociologia Urbana al Politecnico di Bari.

Dopo Ghetto Italia e Mafia Caporale Palmisano conclude la sua trilogia sullo sfruttamento con Ascia Nera, un’inchiesta sul campo fatta di incontri e interviste alle vittime e ai carnefici di un’organizzazione spietata che sta diventando una delle minacce più concrete alla sicurezza del nostro paese. Per questo nuovo libro ha deciso di affrontare la schiavitù sessuale e la tratta degli esseri umani incontrando una delle organizzazioni più pericolose degli ultimi anni. La chiamano Black Axe, Ascia Nera, ed è nata negli anni Settanta all’università di Benin City, in Nigeria, come una confraternita di studenti... Oggi invece è una nuova mafia e i tentacoli di questa organizzazione sono arrivati anche in Italia, dove i boss nigeriani hanno iniziato a dettare legge nei sobborghi delle nostre città.

20 anni di norme che hanno reso sempre più difficile avere un permesso di soggiorno hanno creato una nuova categoria di sfruttabili. Di questa manodopera ha approfittato uno strano connubio tra mafie italiane, albanesi e nigeriana che sono riuscite a trovare una unione per poter sfruttare gli scarti della nostra politica. Tale è il quadro che emerge dal libro di Leonardo Palmisano, che con questo lavoro continua a indagare la nuova criminalità con il suo stile lucido e implacabile.

«Anche il nostro territorio bassomolisano, come abbiamo avuto modo di dire in diverse occasioni, non è esente dal fenomeno dello sfruttamento lavorativo e sessuale. Pertanto, con questo e con i prossimi incontri del nostro ciclo, ci proponiamo, a partire dallo stimolo dei testi che verranno presentati, di aprire un confronto nella cittadinanza su temi cruciali che hanno ripercussioni anche nei nostri territori locali. Il lavoro sociale che svolgiamo ogni giorno, infatti, può diventare fattore di cambiamento e trasformazione se intrecciato con il lavoro culturale che ci proponiamo di svolgere nei prossimi mesi, e che sabato inaugureremo. Una contronarrazione che ci permetterà, nella riflessione, nel dialogo, nella discussione collettiva sui temi che verranno affrontati, di dare più forza ed energia alle pratiche sociali che quotidianamente attuiamo: con l’obiettivo di costruire una società più giusta, solidale ed inclusiva a partire proprio dalle comunità che abitiamo».