Emergenza Coronavirus, le parti sociali diffidano Poste Italiane

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Termoli mercoledì 25 marzo 2020
di La Redazione
Poste centrali a Termoli
Poste centrali a Termoli © Termolionline.it

TERMOLI. Emergenza Coronavirus, le parti sociali diffidano Poste Italiane. Le organizzazioni sindacali di categoria stanno seguendo con estrema attenzione e apprensione l’evolversi della grave crisi emergenziale e prescrizioni emanate dalla decretazione d’urgenza del Governo che ha radicalmente modificato la fisionomia dell’intero nostro Paese.

«La sottoscrizione del Protocollo condiviso dalle Parti Sociali, in data 14 marzo, nel raccomandare accordi veri e sostanziali all’interno delle aziende, ha offerto una risposta operativa importante in tema di sicurezza anti-contagio.

I Sindacati di categoria considerano Cardine il protocollo del 14 marzo sul tema dell’anti contagio sui luoghi di lavoro, l’affermazione “la prosecuzione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione”.

Non essendo più tollerabile, affermano i Sindacati, ogni forma di ritardo tutti i comportamenti anomali in caso di assenza dei Dispositivi di Protezione Individuale, saranno denunciate alle Autorità competenti.

Ancora una volta, denunciano i Rappresentanti dei Lavoratori, si mettono in campo azioni tese a vanificare gli sforzi profusi dall’Unità Centrale di Crisi. Nessun confronto è stato messo in atto con le Strutture Sindacali sul territorio, nonostante la richiesta urgente inviata il 9 marzo - afferma il Segretario della Cisl Poste Antonio D’Alessandro - sul poderoso piano di apertura degli Uffici Postali correlato al pagamento delle pensioni, i cui criteri sono a noi sconosciuti. Ancora più grave la condotta nella Divisione del recapito della Posta, assolutamente non allineata dalle misure variate dall’Unità Centrale di Crisi, nonostante le carenze più gravi in tema di dispositivi di protezione. Questo non è più tollerabile – precisa Antonio D’Alessandro - rischio contagio tra lavoratori e clientela cresce a dismisura, i cittadini, quando entrano nei nostri uffici, diventano anch’essi lavoratori, con diritti di tutela della salute e sicurezza, al pari di ciascun dipendente di Poste Italiane S.p.A..

Riteniamo che l’Azienda debba assumersi la responsabilità di considerare i servizi pubblici essenziali quelli indicati dalla legge 146/90, normativa che regola l’attività di erogazione degli stessi nelle giornate di sciopero.

Ritenendo il senso di responsabilità un sentimento per noi fondamentale, ma che lo stesso non possa, comunque, travalicare i confini di ogni tolleranza umana, soprattutto, quando è in gioco il bene supremo della vita delle persone, per queste motivazioni le organizzazioni sindacali si attendono da subito segnali in controtendenza».