Condanna di Berlusconi nel 2013, Tartaglione: «Inferta profonda ferita alla storia del Paese»

Flash News
martedì 30 giugno 2020
di La Redazione
Annaelsa Tartaglione, Coordinatrice Regionale Forza Italia, con Silvio Berlusconi
Annaelsa Tartaglione, Coordinatrice Regionale Forza Italia, con Silvio Berlusconi © web

ROMA. "Lo scoop del Riformista e l'audio trasmesso da Quarta Repubblica sulla condanna subita da Silvio Berlusconi nel processo Mediaset rappresentano la 'pistola fumante' che dimostra un'usurpazione di democrazia". Lo dichiara in una nota la deputata di Forza Italia Annaelsa Tartaglione, che aggiunge: "La condanna subita nel 2013, infatti, costituisce l'affondo finale di una persecuzione giudiziaria durata vent'anni, che ha gravemente condizionato il percorso politico del leader Berlusconi, zavorrato la sua attività di governo, minato l'immagine dell'Italia all'Estero".

"Senza dimenticare la sofferenza umana inflitta ad un uomo di Stato che per anni ha subito le conseguenze della saldatura tra la fazione militante della magistratura e il giustizialismo mediatico vocato al linciaggio. Dal pronunciamento della Cassazione, che secondo Amedeo Franco, relatore della sentenza, fu effetto di un 'plotone di esecuzione', derivò peraltro la defenestrazione di Berlusconi dal suo seggio senatoriale. Milioni di italiani privati di una rappresentanza democratica. Una ferita profonda inferta alla storia di questo Paese, cui nessuno potrà oramai porre rimedio ma su cui è doveroso raggiungere piena verità. L'aspetto della presunta 'manovra dall'alto' della vicenda, infatti, apre scenari ancora più inquietanti", conclude.