Metalmeccanici in presidio oggi al Mise

Lavoro ed economia
venerdì 26 marzo 2021
di La Redazione
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La sede del Mise
La sede del Mise © Foto LaPresse

TERMOLI. Ci siamo, oggi presidio dei metalmeccanici davanti al Mise. «Riteniamo positiva la convocazione del Ministro Giancarlo Giorgetti sulla vertenza ex Ilva, ma insufficiente rispetto alle questioni poste dai metalmeccanici e alle tante crisi industriali per le quali chiediamo rapide convocazioni al Mise. Le segreterie nazionali di Fim-Fiom-Uilm hanno inviato nei giorni scorsi una lettera unitaria ai Ministri dello Sviluppo Economico e del Lavoro per sollecitare l’apertura dei tavoli di confronto che riguardano le crisi di aziende di rilevanza nazionale e di settori strategici per la nostra economia, come ad esempio automotive, l'aerospazio e la siderurgia.

A questo si aggiunge la decisione di non prorogare nel Decreto Sostegni il blocco dei licenziamenti per i lavoratori dell’industria a partire dal 30 giugno. La mancanza di risposte sulle crisi industriali, insieme alla possibilità per le imprese di poter aprire procedure di licenziamento dal primo luglio, rischiano di mettere a repentaglio l'occupazione e il reddito di migliaia e migliaia di lavoratori ed indebolire la stessa capacità produttiva ed industriale del Paese. Per tutte queste ragioni venerdì 26 marzo dalle ore 10, in concomitanza con l'incontro sulla vertenza ex Ilva, sarà effettuato un presidio di delegati e delegate delle aziende in crisi presso il Ministero dello Sviluppo Economico». Lo dichiarano in una nota unitaria Roberto Benaglia, segretario generale Fim-Cisl, Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Rocco Palombella, segretario generale Uilm-Uil. In casa Stellantis l’umore è lo stesso, come ha ribadito anche il segretario nazionale e delegato per il gruppo ex Fca Ferdinando Uliano: dopo annuncio di ulteriori tre settimane di Cigo a Melfi, è indispensabile incontro a livello nazionale.

Con la comunicazione fatta da Stellantis di richiedere per lo stabilimento di Melfi ulteriori tre settimane di cassa integrazione fino al due maggio prossimo, che vanno ad aggiungersi alle 14 già effettuate dall’inizio dell’anno, ci porta a ritenere indispensabile un confronto immediato con i nuovi vertici del Gruppo. Abbiamo fatto la richiesta di un incontro come Fim-Cisl, insieme alle altre organizzazioni sindacali ormai circa 10 giorni fa. Nello specifico, già oltre una settimana fa, prima di questa nuova comunicazione di cassa su Melfi, ritenevamo necessario un incontro per fare il punto sulla situazione nazionale del Gruppo.  Ci sono segnali che ci preoccupano legati  sia alla flessione dei volumi determinati dalla fornitura dei semiconduttori, che per le ricadute della pandemia sul mercato dell’auto. Preoccupazioni che si sommano ad alcune scelte sui contratti di somministrazione non confermati in alcuni stabilimenti del Gruppo.  Ci appelliamo quindi rispetto alla necessità di un incontro, allo spirito di collaborazione e coinvolgimento che l’amministratore delegato di Stellantis Tavares, ci ha comunicato nel primo incontro fatto con le organizzazioni sindacali, ribadendo che per noi l’aspetto prioritario sono le prospettive future degli stabilimenti italiani e la difesa dell’occupazione».

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