"Il futuro di Sevel e Stellantis sempre più segnato dall'incertezza"

"Nonostante gli straordinari risultati di mercato del veicolo commerciale leggero prodotto in Val di Sangro"

Lavoro ed economia
giovedì 01 aprile 2021
di La Redazione
Sevel, operai con mascherine
Sevel, operai con mascherine © Omnifurgone.it

ATESSA. I Sindacati tornano a parlare del futuro della Sevel. In una nota Michele De Palma della Segreteria Fiom Nazionale e  Alfredo Fegatelli della Segreteria Fiom Chieti affermano:

"Il futuro di Sevel e delle aziende indotto e servizi di Stellantis è sempre più segnato dall’incertezza, nonostante gli straordinari risultati di mercato del veicolo commerciale leggero prodotto in Val di Sangro.

La crescita del mercato e la qualità del prodotto sono il risultato della capacità e intelligenza dei lavoratori, nonostante la mancanza di investimento di innovazione di prodotto (ibridizzazione e elettrificazione, self drive) e di processo (colli di bottiglia negli impianti compensati dai lavoratori) indispensabili per il futuro.

La mancanza di confronto sulle decisioni, già prese dall’azienda, di riduzione dei costi industriali che si è concretizzata nel taglio delle operazioni di pulizia dovrà essere messo in discussione.

L’incertezza sulla competizione nel Gruppo, con lo stabilimento polacco e con la Germania, dove da ultime notizie verrà prodotto un furgone con tecnologia ad idrogeno su tutti i marchi PSA. Unico modello escluso il Ducato.

 La necessità di utilizzo degli impianti in sicurezza, aumentando l’occupazione stabile del territorio.

 Per tutte queste ragioni la Fiom decide di: aprire confronto con Sevel e aziende indotto e servizi coinvolgendo i lavoratori, le OO.SS. Confederali e di categoria presenti; dar vita al coordinamento azienda Sevel e indotto; aprire confronto con istituzioni regionali e nazionali.

Con l’obiettivo di:  aprire un confronto sui costi industriali e di fermare i tagli unilaterali che impattano sull’occupazione; reinserire al lavoro gli interinali lasciati a casa; realizzare un accordo che garantisca investimenti per la transizione industriale della capacità produttiva del veicolo commerciale leggero nel territorio, aumentare l’occupazione, a partire da quella delle donne e giovani."

 

 

 

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