Formarsi per essere operai competitivi al lavoro, si parte!

Lavoro ed economia
Termoli venerdì 12 ottobre 2018
di Eliana Ronzullo
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Una selezione di Scuola e Lavoro
Una selezione di Scuola e Lavoro © Termolionline.it

TERMOLI. Chiudiamo oggi l’inchiesta sulla carenza di manodopera qualificata che è stata per due volte manifestata dall’imprenditore Rino Muccino, della EmmePi di via delle Acacie, video-interviste proposte da Termolionline che hanno saputo mettere questo tema al centro del dibattito.

Nell’ultima occasione, è stato illustrato in sintesi l’obiettivo di un corso capace di formare persone per ruoli nella meccanica di precisione, settore di eccellenza che tra basso Abruzzo e Molise che soffre l’assenza di questi tipi di profili.

Dopo un percorso di selezione, oggi pomeriggio inizierà ufficialmente il Corso per Operatore di Macchine Utensili.

A spiegare nel dettaglio quello che avverrà e quali sono gli obiettivi, è stato lo stesso Muccino, di cui proporremo anche la partecipazione al Meeting di Rimini, dove ha parlato di questa iniziativa che vuole dare una scossa al territorio.

La prima edizione del corso per “Operatore di macchine utensili ad alto contenuto tecnologico” dura 600 ore e prevede 250 ore di aula che si svolgeranno a Termoli presso il Centro di Formazione Professionale Scuola e Lavoro e 350 ore di stage presso le stesse aziende promotrici dell’iniziativa: Emmepì S.r.l. di Termoli, La Meccanica Oriente di Campobasso, Delta Impianti Industriali Srl di Termoli, Teodoro Impianti S.r.l. di San Salvo, Gruppo Argirò S.r.l. di San Salvo, TCM S.r.l. di San Salvo.

Il corso è destinato a 15 candidati in possesso di una formazione tecnica (diplomati dell’Industriale, dell’Ipsia e dell’ Istituto Nautico – indirizzo macchine).

Perché organizzare oggi un corso di formazione su tematiche industriali in un momento storico in cui le aziende de localizzano e preferiscono portare il lavoro e le industrie in nazioni in cui i costi di manodopera e di risorse sono inferiori?

«Ci sono settori che purtroppo hanno risentito di una concorrenza che potremmo definire sleale da parte di paesi più emergenti, tuttavia è pur vero che da noi le aziende fanno fatica a trovare manodopera specializzata pertanto questo problema ha contribuito alla delocalizzazione in altri paesi.

I lavoratori italiani secondo me devono capire che il futuro è di chi riuscirà a specializzarsi in qualcosa di specifico e di essere i migliori in ciò che si fa.

Tutti sanno fare le scarpe ma bisogna fare le scarpe migliori per vincere.

Come diceva Darwin non è la specie più forte o con più risorse che sopravvive, ma quella che riesce ad adattarsi meglio.

Il suo è un discorso sicuramente motivazionale ma un giovane spesso si ritrova solo porte chiuse davanti e rischia di cadere nel baratro della frustrazione.

«Le porte alle volte sarebbe il caso di provare ad aprirle, ho sentito dire che in Italia ormai sono tutti dottori, questo è forse uno degli errori, specializzarsi non significa solo università master ecc... significa anche imparare un mestiere e saperlo fare ad ottimi livelli.

Non dobbiamo essere noi a cercare il lavoro ma il lavoro a cercare noi.

È questo fondamentalmente il senso di questo corso: il tentativo di progettare e realizzare un corso totalmente calato sulle esigenze delle aziende, realizzare una formazione in cui le aziende sono protagoniste».

Che tipo di figure nello specifico verranno create?

«Si parla genericamente di figura da attrezzista ma tecnicamente si tratta di qualcosa in più.

L'attrezzista classico, è il tornitore o il fresatore, in questo caso tramite l'ausilio di sistemi a controllo numerico e software dedicati di altissimo contenuto tecnologico si riesce a valorizzare al massino questa professione rendendo l’operatore una specialità di settore in linea con lo sviluppo tecnologico attuale.

Il controllo numerico, per spiegarlo semplicemente, consiste nell’uso di un computer che tramite un sistema di retroazione sul controllo degli assi riesce a movimentare gli utensili con una altissima precisione nell'ordine dei micron (millesimi di millimetro)».

I criteri erano piuttosto restrittivi, perché non dare una possibilità di accesso anche a chi è in possesso di un diploma da geometra o di liceo scientifico per esempio.

«Perché si tratta di una specializzazione e non di una formazione di base, pertanto occorre avere delle competenze di base già possedute dai candidati per poter affrontare contenuti più specialistici. In 600 ore non riusciamo a fare di più, diversamente rischieremmo di fare un corso generico che non raggiunge l’obiettivo per il quale è stato pensato.

All’inizio si affrontano contenuti inerenti la sicurezza sul lavoro, per poi passare ad una spiegazione delle macchine utensili e delle lavorazioni per asportazione di trucioli, il disegno tecnico, la tecnologia di macchina, l'informatica applicata alle macchine utensili a controllo numerico, nozioni base di manutenzione ecc...»

Per quanto riguarda il tirocinio in officina, invece?

«La durata complessiva è di 600 ore di cui 250 ore di formazione in aula e le restanti 350 ore di formazione on the Job e stage in azienda.

Le aziende sono tutte specializzate nel campo della meccanica di precisione e sono solo per citarne qualcuna, Emmepi, Delta impianti, Teodoro impianti, TCM, la Meccanica Oriente.

La permanenza in azienda durante le 350 ore permetterà alla persona che frequenta il corso di verificare e sperimentare sul campo quello che ha studiato a scuola e i contenuti che sta affrontando nel corso».

Le aziende nelle quali si svolge il tirocinio potrebbero poi essere interessate ad acquisire il personale formato?

«Non posso negare che un certo interesse potrebbe esserci, ma ovviamente non posso garantire nulla, e anche in questo caso vorrei fare una riflessione,avere questa professione ti permette di essere “Cittadino del mondo”

Imparare un lavoro del genere significa avere la possibilità di lavorare in una qualunque azienda non solo in Italia ma anche nelle altre nazioni anche non avendo una padronanza della lingua locale.

Con le capacità specifiche di cui parliamo, che sono internazionali in quanto il disegno tecnico è uguale in tutto il mondo così come le programmazioni ISO (o meglio il linguaggio con cui si dialoga operatore macchina) si può davvero intraprendere questo lavoro in ogni posto del mondo visto che questa professione è una delle più richieste in tutte le nazioni più industrializzate.Spesso scherzando ho coniato un mio slogan…un po' sulla satira di Checco Zalone “Il posto fisso” per me è il mestiere.

Infine vorrei aggiungere che questa iniziativa è un esempio di vera sussidiarietà in cui dal basso ci si mette insieme per rispondere a un bisogno partendo dal desiderio, che contraddistingue noi imprenditori, di voglia di costruire e fare il bene comune».

In conclusione, viene sottolineato il contributo dato da tre aziende di rango nazionale, come la Hexagon Mi, la Overmach e la Cadland.