La Fiat compie 120 anni, Elkann: raggiunto un grandissimo obiettivo

Lavoro ed economia
Termoli giovedì 11 luglio 2019
di La Redazione
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Stabilimento Fca di Termoli
Stabilimento Fca di Termoli © Termolionline

TORINO. Grande spazio dalla stampa specializzata, finanziaria e generalista per il compleanno della Fiat, ora Fca. Si celebra l’anniversario dei suoi 120 anni e l’azienda automobilistica torinese, invita a salire a bordo della nuova Famiglia 500 120°.

Come riferisce il portale "Il Valore Italiano", «Era l’11 luglio del 1899 il giorno in cui nasceva la “Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili – Torino”, grazie al cavalier Giovanni Agnelli e altri nobiluomini appassionati di motori – con un capitale versato di 800mila lire in 4mila azioni -, che diventerà, dopo alcuni mesi, la “Fabbrica Italiana Automobili Torino“, cioè la Fiat. E questi 120 anni riempiono di orgoglio il presidente dell’attuale Fca, John Elkann, entrato nel consiglio di amministrazione nel 1997, e che ricorda i numeri dell’azienda oggi: 200mila dipendenti in oltre 100 stabilimenti, e 46 centri di ricerca».

Le agenzie rilanciano le dichiarazioni del presidente: "I 120 anni sono un grandissimo obiettivo raggiunto perché poche società nel mondo hanno maturato questa longevità. E' un enorme orgoglio. Mi ricordo bene quando nel 1999 festeggiavamo i 100 anni di Fiat nel cui consiglio ero entrato nel 1997". Lo ha detto il presidente di Fca, John Elkann, in una intervista raccolta dal direttore de La Stampa Maurizio Molinari che verrà pubblicata giovedì 11 luglio in occasione dei 120 anni della Fiat. "Ho vissuto intensamente questo periodo - ha affermato Elkann - ed oggi la nostra società è forte come mai prima: con i suoi circa 200.000 dipendenti, che lavorano in oltre 100 stabilimenti e 46 centri di ricerca, alla fine del 2018 aveva ricavi per 110 miliardi di euro, un utile netto di 3,6 miliardi di euro e cassa positiva. Numeri che il piano di sviluppo in corso vede in ulteriore crescita che fanno di Fca uno dei maggiori produttori di auto al mondo, presente in 135 paesi del mondo con 13 marchi e alla 500 che ha un record di vendita pari a 6 milioni di vetture".

Elkann, inoltre, ha sottolineato come per il futuro di Fca sia essenziale l'equilibrio fra radici italiane e alleanze globali. "L'industria dell'auto ha visto un grande cambiamento nel secolo scorso - ha spiegato il presidente di Fca - in particolare quando dal 1889 al 1908 sono nate 100 società che fabbricavano automobili, di cui 57 solo a Torino, che si è affermata come grande città dell'auto soprattutto grazie al successo di Fiat. Ed oggi con Chrysler siamo presenti in un'altra grande città dell'auto, Detroit, partecipando alla sua rinascita durante gli ultimi anni. Per esempio la Jeep Renegade coniuga la nostra capacità storica di realizzare piccole auto con un marchio che ci ha permesso di imporci nel mondo. Dimostrando come, mettendosi assieme, si possono fare cose che non si sarebbero neanche immaginate. E' per questo che gli stabilimenti italiani, se prima servivano solo il mercato domestico, o al massimo quello europeo, ora invece producono anche per gli Stati Uniti. E' un volano di crescita formidabile. Basti pensare che chi trasporta la Jeep Renegade dall'Italia in Nordamerica ha investito per aumentarne il numero di navi. E' un successo frutto della scelta di essere nel mondo con le proprie radici. Ed avere la possibilità di avere più radici diverse fra loro, come abbiamo fatto con Chrysler consente all'albero di essere molto più forte", ha dichiarato il presidente del gruppo automobilistico.

"Bisogna saper cogliere le opportunità giuste, come è avvenuto con Chrysler, che ci ha permesso di usare meglio il nostro capitale per creare più automobili e migliori. L'operazione con Renault era concepita in quest'ottica ed era stata accolta come tale. Ma le fusioni sono complicate da fare e gestire", ha detto ancora Elkann "Per procedere - ha aggiunto - devono esserci le condizioni giuste ed è importante sapere dire di no quando non ci sono. Come fu un atto di coraggio la fusione con Chrysler, così è stato un atto di coraggio provare con Renault".