​Fca, De Palma (Fiom) sull’auto non c’è più tempo, governo intervenga

Lavoro ed economia
Termoli giovedì 18 luglio 2019
di La Redazione
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Fiom-Cgil alla Fca
Fiom-Cgil alla Fca © Termolionline.it

TERMOLI. “Avevamo definito un “anno nero” il 2019 per la produzione dell’automotive in Italia, ma i numeri ci dicono che sono ancora più negativi della previsioni: è a rischio un settore industriale centrale per l’Italia e sono a rischio migliaia di posti di lavoro.

Per Fca si registra un calo delle vendite a giugno del 13,5% in Europa, con la quota di mercato che scende al 6,1%. Nel primo semestre del 2019 il saldo negativo è del 9,5%.

A questi numeri di mercato vanno aggiunti quelli delle ore cassa integrazione che oggi non risparmiano nessun stabilimento di assemblaggio con effetti negativi sull’occupazione e sul salario, non solo per i lavoratori di Fca, con l’emergenza della scadenza degli ammortizzatori sociali a partire da Pomigliano fino al polo torinese, ma anche per chi lavora nella componentistica.

La Fiom propone alle imprese, alla associazione della componentistica e al governo di avviare subito un confronto per affrontare la crisi e la trasformazione del settore in corso, dalla riduzione delle emissioni al self drive al protezionismo.

Serve un piano nazionale di investimenti reali delle imprese e del governo per accelerare la trasformazione dell’automotive in una direzione precisa che favorisca l’occupazione, la sicurezza e l’ambientalizzazione. In Italia i lavoratori hanno capacità di creazione, innovazione e produzione che può guidare il cambiamento e non subirlo, ma si tratta di assumersi la responsabilità di compiere delle scelte: la Fiom ritiene non più accettabile confrontarsi solo sull’utilizzo degli ammortizzatori, che potrebbero essere accompagnati da percorsi di formazione. È necessaria una politica industriale per la transizione industriale della produzione di mobilità”.

Lo dichiara in una nota Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive.