Scuola, in Molise mille precari attendono risposte: la protesta

Lavoro ed economia
giovedì 15 ottobre 2020
di La Redazione
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La protesta in piazza Pepe di ieri
La protesta in piazza Pepe di ieri © Termolionline.it

CAMPOBASSO. Mille precari della scuola attendono una risposta in Molise. E' questa l'istanza rappresentata ieri pomeriggio a piazza Pepe a Campobasso, davanti alla prefettura, dalle segreterie regionali Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals-Confsal, che ieri hanno promosso la mobilitazione dei lavoratori precari precari della scuola dalle ore 16, in contemporanea con le manifestazioni che si svolgeranno in tutta Italia.

Alle ore 17 una delegazione è stataricevuta in Prefettura per consegnare un documento con le motivazioni della mobilitazione.

"La scuola è iniziata da quasi un mese, ma in tutto il paese si sta ancora fronteggiando l'esigenza di coprire i posti vacanti non assegnati ai ruoli e un numero di supplenze che supera ampiamente le 200 mila unità. Ormai da tempo viviamo una condizione di assenza generale di disponibilità al confronto da parte del Ministero dell'Istruzione rispetto alle parti sociali, con il risultato che sul fronte delle assunzioni si è registrato un vero fallimento delle misure annunciate - solo 24 mila posti assegnati a fronte degli 84 mila disponibili.

Il risultato è che il numero delle supplenze per quest'anno raggiungerà livelli record: in Molise sono oltre 1000 i lavoratori precari nelle scuole (650 docenti e 350 Ata), con procedure di nomine che sono andate avanti fino ad ottobre inoltrato, determinando un enorme carico di lavoro per gli uffici scolastici e malcontento e disagi per i lavoratori. Invece di accogliere le proposte delle organizzazioni sindacali che avrebbero consentito di ripartire con un organico stabile dando risposte ai precari che da anni stanno garantendo il funzionamento delle scuole, il Governo ora vuole avviare, in un contesto di emergenza sanitaria, le prove del concorso straordinario e, a seguire, di un maxiconcorso con oltre 500.000 candidati. Questi concorsi non produrranno alcun effetto immediato in termini di assunzioni, mentre esporranno la scuola e il personale coinvolto a un possibile aumento dei contagi e al rischio che molti precari, trovandosi eventualmente in situazione di contagio o di quarantena come effetto del lavoro che svolgono, siano esclusi dalla partecipazione al concorso.

Ricordiamo che oggi la scuola si regge anche sulle spalle di quei precari che operano con professionalità e serietà, tutte persone rispetto ai quali si è abusato con l'uso del contratto a termine, senza mai offrire loro alcuna possibilità di abilitazione o di stabilizzazione, una condizione sanzionata tra l'altro dalla legislazione europea in materia di diritto del lavoro Le nostre rivendicazioni si richiamano ai principi della Costituzione che vedono nell'istruzione un diritto che va garantito a tutti, e nel riconoscimento della dignità e della forza del lavoro quale fondamento da cui riparte la ripresa del nostro Paese".