La svolta di Rivolta del Re, «Tutelare il cambiamento professionale a Termoli»

Prospettive mar 28 giugno 2022
Lavoro ed Economia di La Redazione
2min
Roberto Di Maulo e Giovanni Mercogliano ©TermoliOnLine
Roberto Di Maulo e Giovanni Mercogliano ©TermoliOnLine

TERMOLI. A sviscerare nel merito il nodo strategico emerso ieri è stata la Fismic-Confsal, attraverso il segretario generale Roberto Di Maulo e quello provinciale Giovanni Mercogliano, che evidenzia un incontro positivo, ma serve un percorso di confronti per concretizzare le parole. «Durante l’incontro, l’Azienda ha comunicato che la Gigafactory produrrà 40 gigawatt a regime nel 2030, a partire dal 2023, per andare al primo regime nel 2025 ed entro il 2030 cesseranno anche le produzioni di cambi motore Fire. La joint venture ACC (Stellantis, Total Energy e Mercedes Benz) acquisirà le aree nel 2023. Come Fismic Confsal giudichiamo l’esito del confronto molto positivo, apre una nuova fase di confronto e i contenuti di questa discussione, valgono anzitutto per i lavoratori di Termoli, sito di cui non vi è dubbio che incontrerà prima di altri il totale cambiamento professionale, ma più in generale possono costituire un banco di prova significativo per tutti coloro che saranno investiti dalla transizione ecologica e digitale. – dichiarano Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic Confsal e Giovanni Mercogliano, segretario territoriale Fismic Confsal di Termoli – questa trasformazione, se non adeguatamente e per tempo protetta, rischia di far perdere il posto di lavoro a centinaia di migliaia di lavoratori del manifatturiero e dei servizi dell'Automotive.

Auspichiamo diventi concreta la comunicazione odierna dell’Azienda che assicura verranno occupati 2mila lavoratori a regime a Termoli, dunque la garanzia della piena occupazione per il sito, ma la stessa sorte deve espandersi a tutti i lavoratori del settore. Crediamo che si possa affrontare adeguatamente e tempestivamente questo processo di radicale cambiamento solo se le aziende, come ha fatto ora Stellantis, indicheranno con chiarezza tempi, modi e numeri di lavoratori coinvolti, per permettere di conseguenza alle organizzazioni sindacali di avviare un confronto con il Governo, finalizzato ad utilizzare sia i fondi per la riconversione industriale e, soprattutto, i 4,4 miliardi del programma Gol del Ministero del Lavoro, previsti grazie al Pnrr, che servono per l’appunto proprio ad evitare che ci siano ondate di cassa integrazione a perdere e che al termine di esse scattino solo licenziamenti e drammi sociali - continuano Di Maulo e Mercogliano - le risorse messe in campo a sostegno delle politiche attive del lavoro devono necessariamente servire per ri-professionalizzare i lavoratori oggi impegnati in lavorazioni meccaniche tradizionali, e offrire loro un percorso per essere impiegati nella futura fabbrica di batterie.

Ecco perché, come Fismic Confsal, riteniamo che il percorso negoziale avviato con Stellantis sia positivo, ma solo una prima tappa che deve vedere coinvolte le tre aziende, il Governo e le parti sociali, nel primo grande tentativo di passare dalle chiacchiere sulle politiche attive del lavoro ai fatti - proseguono il segretario generale Fismic Confsal, Roberto Di Maulo, e il segretario territoriale Fismic Confsal di Termoli, Giovanni Mercogliano - abbiamo chiesto un percorso di confronti con Acc, Enti locali, il Mise e il Ministero del Lavoro, affinché questo dialogo si realizzi sul serio, divenendo il primo grande negoziato che precede la crisi e la messa in cassa integrazione e soprattutto che anticipa i tempi e interviene per prevenire il dramma sociale che, altrimenti, già sembra essere scritto. Si devono individuare da subito i percorsi di formazione professionale che permettano ai lavoratori che oggi fabbricano prodotti che diverranno obsoleti, di avere un posto di lavoro produttivo e non assistito anche nel futuro», concludono Roberto Di Maulo e Giovanni Mercogliano.

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