Sindacalisti in politica? «Meglio dopo un limbo di almeno 3 o 4 anni»

L'intervista mer 10 agosto 2022
Lavoro ed Economia di Emanuele Bracone
5min
Sindacalisti in politica? «Meglio dopo un limbo di almeno 3 o 4 anni» ©Termolionline.it
Sindacalisti in politica? «Meglio dopo un limbo di almeno 3 o 4 anni» ©Termolionline.it

TERMOLI. Sindacato e politica, ma anche una appendice sportiva. Agosto mai così intenso per il segretario generale della Uiltec Molise, Carlo Scarati, alle prese di recente con la nuova protesta alla Vibac. Chiacchierata di bilancio congressuale e visione prospettica rispetto alle problematiche regionali. 

Iniziamo con una domanda che potrebbe sembrare non pertinente con la categoria ma “forse” non lo è: cosa ne pensa della situazione sanitaria del basso Molise alla luce delle ultime vicissitudini che hanno colpito suoi concittadini?

«Dico che solo una classe politica irresponsabile poteva portarci nella situazione in cui siamo e non faccio distinzioni di colore politico. Se penso che al nucleo industriale di Termoli lavorano circa cinquemila persone (pertanto famiglie che si misurano in almeno quindicimila unità) e che, se dovesse avvenire un incidente "importante" non abbiamo nemmeno un buon Pronto soccorso, men che meno un ospedale degno di tale nome (e non certamente per colpa del personale che e carente, pertanto inidoneo ad un'emergenza del genere) che dovrebbe accogliere i primi malcapitati, inorridisco! Ma come si fa a pensare che il centro motore (dal punto di vista economico) di questa regione possa esser stato lasciato in uno stato di abbandono del genere (con una stagione estiva che fa traboccare il litorale di turisti che mai si erano visti nei miei ormai cinquant’anni di presenza in questa splendida terra, gestita da incapaci)».

Soluzioni?

«Votare rappresentanti del territorio, sembrerà squallido per chi come me ha sempre ragionato come Molise e mai come territorio-parziale ma è cosi, dodici anni di assenza di qualità politica e di politici locali, ci hanno portato a questo punto. E' chiaro che questo invito lo rivolgo anche agli altri territori del Molise: "Votate i vostri candidati e marcateli ferocemente perché non abbiamo più tempo, ci stanno sfilando l'autonomia", e chi pensa che essere annessi ad altre regioni o peggio, smembrati, sia meglio, gli ricordo che, le piccole entità, se si rimpiccioliscono ulteriormente non contano più nulla, pertanto, il futuro può esser solo peggiore».

Come può esser fotografato il vostro settore nel Molise?

«I comparti di riferimento, dal chimico in primis, stanno dando un'opportunità senza eguali. Realtà come Fis (Termoli) e Fater (Campochiaro) stanno risolvendo i problemi occupazionali dei rispettivi territori senza dimenticare la Momentive (Termoli) e la stessa riconversione della Unilever di Pozzilli è stato un vero e proprio miracolo, altrimenti, dopo l’Ittierre (Pettoranello), sarebbero saltati almeno altri quattrocento posti di lavoro, tra diretti e indotto. Per non parlare di altre splendide realtà come Aaa Molecular Imaging o la Isopam, piccole ma efficientissime aziende di Pozzilli. Poi abbiamo alcune aziende come Serioplast (azienda di Pozzilli dove avvenne l'ultimo incidente mortale del nostro comparto) che devono crescere culturalmente sulla sicurezza o la Vibac di Termoli in perenne guerra con le maestranze e anche qui la politica non è riuscita a ritagliarsi un ruolo (l'ultima Cigo e poi la Cigs sono state telenovele). Da segnalare anche potenzialità come la Adler di Pozzilli che potrebbero decollare ma rimangono sempre tra color che son sospesi. Ultima ma non certo per importanza è l’Itt di Termoli, uno dei "petali" più importanti di Pantano Basso che è diventato lo stabilimento numero uno del gruppo e che vedrà tra pochi mesi l’inizio di un nuovo futuro. Siamo in sofferenza con l’Enel e tutto il mondo delle utilities, che non vedono più le piccole regioni come un'opportunità e delocalizzano i centri direzionali, accorpandoli con le regioni più grandi, lasciando sul territorio le solo unità operative».

Com’è lo stato di salute della Uiltec Molise?

«Non potrebbe essere migliore, primeggia in tutte le aziende e nelle elezioni dei vari fondi previdenziali e sanitari; siamo una squadra, non c'è un uomo solo al comando! Da sempre siamo strutturati come gruppo dirigente, di grande valore che segue tutti i contratti di propria competenza: nell'ultimo mese, Bartolomeo Perrotta, Matteo Silvestri e Massimo Di Bernardo hanno fatto parte della delegazione trattante e firmataria del Contratto dei chimici; Antonio Tondi ed Alessandro Petriella, hanno fatto la stessa cosa nel rinnovo degli elettrici e dell'energia, con rinnovi e aumenti importanti (243 euro mensili), questo significa formazione, qualità negoziale, altrimenti non ci si può sedere a quei tavoli, dove c’è il "Gotha" dell'imprenditoria nazionale ed internazionale. Stiamo facendo crescere un gruppo che prenderà in mano la categoria e la farà accelerare ulteriormente per i prossimi anni (dove io non ci sarò più ma potremo avvalerci di un gruppo di dirigenti laureati e con un'esperienza che non temerà confronti)».

II Molise è la regione con il più, elevato numero d'incidenti sul lavoro (anche mortali), come fronteggiate questo problema?

«Per cultura il nostro comparto soffre meno questo aspetto, soprattutto nei settori del chimico, energia ed elettrico; un po' di problemi in più li abbiamo nel tessile (nelle piccole realtà) e soprattutto nella "gomma e plastica", come dicevo prima. Qui dobbiamo crescere di più tutti denunciando chi ancora fa "piovere" sui quadri elettrici, molte volte, in questi casi, sono gli stessi lavoratori che, per paura di perdere il posto di lavoro non ci evidenziano tali problematiche. lo penso che non c'è commessa che valga una vita umana e chi non si adegua è meglio che chiuda!»

Prossime elezioni politiche regionali, circola anche il nome di Tecla Boccardo in predicato di candidatura?

«II mio parere personale è che un sindacalista (cosi come un magistrato o un generale dell'arma o qualsiasi ruolo che ha potuto esercitare un "potere" legato alla funzione) non debba potersi candidare, se non dopo un periodo di 3-4 anni, lontano dal ruolo ricoperto. Poi se penso a Tecla che ho appoggiato con la Uiltec per la sua rielezione (anche e soprattutto per dare più forza alla nostra regione) mi farebbe specie che, preso un impegno così importante, lo lasci dopo poco tempo non completando un discorso di radicamento e rafforzamento della Uil sul territorio che ci ha visto ragionare insieme nella costruzione di questo nuovo progetto, pertanto, sono sicuro che sono le solite voci infondate!»

E’ appena tornato dal raduno Osservatori di Serie A di Sportilia, quanto tempo toglie l’arbitraggio al tuo ruolo di sindacalista?

«Quello è il mio hobby da ragazzo, lo esercito il sabato o la domenica, una volta ogni quindici giorni e non tolgo niente alla mia missione: la tutela dei lavoratori!»

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