«Per stare a Termoli vanno chiusi occhi, naso, orecchie... e bocca»

Lettere al direttore
Termoli lunedì 12 agosto 2019
di La Redazione
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I decibel della notte estiva termolese
I decibel della notte estiva termolese © Roberto Castellazzi

TERMOLI. «Trentasette anni che vengo a Termoli, ne ho trentasei. Sposo la più bella termolese, viviamo all'estero ma ogni estate la passiamo qui. Cene fuori, ombrellone stagionale, aperitivi, nuove amicizie e risate... Negli ultimi anni amici svizzeri, americani, san marinesi e addirittura riminesi scoprono Termoli con noi e quest'anno è la meta della loro vacanza: due settimane per loro!». È l'esordio della lettera che ci scrive Roberto Castellazzi, turista affezionato a Termoli. Ma il prosieguo non è dei migliori:

«Dunque iniziamo a viverla: strade sporche (va beh chiudiamo un occhio), bidoni dell'immondizia pieni ovunque (va beh chiudiamo l'altro occhio), in spiaggia la puzza insistente del depuratore (va beh chiudiamo il naso), per fortuna c'è il riposo notturno.... ma solo dopo le due di notte perché prima il luna park ti sfonda i timpani e fa tremare i vetri di casa (allora chiudiamo anche le orecchie)...

È troppo, i turisti/amici ci abbandonano una settimana prima della fine della loro vacanza perché a questo punto diventava difficile chiudersi anche la bocca e non mandare ad un altro paese chi ha gestito e gestisce questo paradiso termolese».

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