Controllo caldaie (libere riflessioni)

Lettere al direttore
mercoledì 15 gennaio 2020
di La Redazione
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Caldaie
Caldaie © Luceraweb

TERMOLI.In questi giorni è andata alla ribalta delle cronache la triste vicenda delle sanzioni per il mancato controllo delle caldaie, con sanzioni particolarmente onerose, per non dire insostenibili, alla maggior parte della popolazione.

Certo si può discutere sulla proporzione della sanzione rispetto alla violazione, si può argomentare sulla necessità di garantire una buona qualità dell’aria e la sicurezza dei cittadini, si può contestare che non è chiaro se la manutenzione sia annuale o biennale, si può creare un conflitto tra chi è in regola e chi no … e così via.

In realtà sono i profili normativi che ci danno delle risposte, soprattutto se confrontati con le iniziative delle altre regioni.

Evitando di citare testi legislativi, sappiamo che la competenza per il controllo delle caldaie è passata dalle Province alle Regioni, le quali con proprie leggi hanno disciplinato la materia, lo ha fatto la Regione Basilicata con legge regionale 30/2016 (vi invito a visionare il testo), in cui è esemplificativo l’art. 5, co. 1: La Giunta regionale, entro 180 (centottanta) giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, approva le disposizioni operative necessarie a definire le modalità per l’esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione, l’accertamento e le ispezioni degli impianti termici, tenendo conto delle peculiarità socioeconomiche del territorio, del parco edilizio e impiantistico esistente, delle valutazioni tecnico-economiche concernenti i costi di costruzione e di gestione degli edifici, delle specificità ambientali e di un corretto rapporto costi-benefici per i cittadini”.

Lo ha fatto la Regione Puglia, con legge regionale 36/2016, in cui è esemplificativo l’art. 8, co. 8: “Prima di procedere all’irrogazione della sanzione prevista l’autorità competente diffida il responsabile di impianto a effettuare, entro un termine perentorio, gli interventi necessari a eliminare le irregolarità riscontrate. Alla scadenza del termine previsto, in caso di mancato rispetto della diffida, l’autorità competente provvede a irrogare la sanzione”. E cosi quasi tutte le Regioni italiane. Noterete la massima attenzione verso il cittadino e la prudenza nell’irrogare le sanzioni.

Ora le domande nascono spontanee:

Come mai la Regione Molise non si è data una legge che disciplinasse la normativa e desse attuazione alle norme nazionali?

Come mai la Regione Molise ha dato attuazione alla normativa nazionale con provvedimenti amministrativi anziché con norme legislative:

• atto deliberativo giuntale n. 259 del 10 giugno 2016: riallocazione presso il Servizio Programmazione Politiche Energetiche della Regione Molise, la funzione in materia di ispezione degli impianti termici, connessa al controllo per l'accertamento dello stato di manutenzione e di esercizio degli impianti, in precedenza delegata alle Province;

• atto deliberativo della Giunta regionale n. 74 del 13 marzo 2017: linee Guida in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici;

Sul portale della Regione Molise, l’unica norma precedente agli atti di Giunta è la legge regionale n. 18/2015: recepimento delle disposizioni in materia di riordino delle Province, previste dalle L.56/2014 e190/2015.

Queste non sono le uniche domande che vengono spontanee, anzi:

come mai la Regione Molise si è avvalsa dei privati mentre le altre Regioni hanno delegato le Province?

come mai il controllo è decorso dal 2017 se la delibera di Giunta, linee Guida, è del 13 marzo 2017?

come mai le sanzioni sono arrivate tutte in questi giorni, quando il mancato controllo poteva essere contestato già nel 2018, con un ritardo di 2 anni e multa biennale (euro 2.030,00)?

Come mai non vi è armonizzazione tra l’attività di ispezione(privato) e l’applicazione delle sanzioni (pubblico)?

Insomma si potrebbe continuare, ma forse vi annoierei, in realtà bastano queste poche riflessioni per contestualizzare il tutto e farsi un’idea.

Sicuramente è il segnale definitivo di un processo inarrestabile che denota la distanza incolmabile tra le esigenze/difficoltà dei cittadini e le istituzioni.

Ovviamente invito chi legge ad integrare o rettificare eventuali omissioni ed errori, questo mi consentirà di avere ulteriori dati in mio possesso per farmi una ragione, visto che anche la ratio del DPR 74/2013 tutela identici valori, art. 9, co. 1: “Ai sensi dell'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo, le autorità competenti effettuano gli accertamenti e le ispezioni necessari all'osservanza delle norme relative al contenimento dei consumi di energia nell'esercizio e manutenzione degli impianti termici, in un quadro di azioni che promuova la tutela degli interessi degli utenti e dei consumatori, ivi comprese informazione, sensibilizzazione ed assistenza all'utenza”.

Mentre tutto intorno muore (lavoro, sanità, trasporti, viabilità) rivive il potere sanzionatorio per scuotere le coscienze, forse irrimediabilmente sopite.

Grazie

Mario Cipriano