Larino, Pd deluso: “Disattesa proposta ridurre Imu a famiglie e attività”

Politica
venerdì 07 maggio 2021
di La Redazione
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Larino © Termolionline

LARINO. Non è solo il tema della bocciatura della commissione d’inchiesta sul sisma del 2018 ad essere motivo di dissenso manifestato dal Partito Democratico al gruppo di maggioranza “Siamo Larino” nel corso del consiglio comunale tenuto il 29 aprile.

Un nuovo segnale di disaccordo arriva sulla mancata riduzione dell’aliquota Imu, proposta che lo stesso Pd aveva presentato lo scorso mese di marzo, nel pieno della terza ondata della pandemia.

Ma non solo non è stata ridotta l’aliquota Imu per le famiglie e per le attività economiche colpite dall’emergenza Covid, ma addirittura sono stati colpiti gli immobili rurali strumentali ricadenti sul territorio comunale.

“Il Partito Democratico – dichiarano in una nota gli esponenti locali del partito - aveva proposto al Sindaco ed alla Giunta, in considerazione della grave situazione di emergenza economica che la comunità sta tuttora attraversando ed in risposta ai bisogni ed alle difficoltà delle famiglie e delle attività economiche e produttive,  di prevedere una riduzione dell’aliquota Imu, tenuto anche conto del fatto che il Sindaco più volte in consiglio Comunale aveva affermato che il bilancio comunale era solido”.

“Prendiamo atto – ha dichiarato la capogruppo del Pd, Alice Vitiello, nel corso dell’assise civica del 29 aprile scorso - che non c’è stata la necessaria volontà di ridurre l’aliquota Imu, che resta fissa al 10.30 per mille, ma neanche di differire il versamento dell’Imu relativamente alle entrate di propria spettanza (quota Comune). Nessun aiuto quindi a famiglie ed attività economiche che da 14 mesi sono alle prese con diminuzioni di reddito e che oggi avevano bisogno di un’attenzione particolare”.

Per di più, concludono gli esponenti del Pd frentano, è stato previsto un aumento dell’aliquota IMU dell’1 per mille per i fabbricati rurali strumentali, andando quindi a colpire anche i coltivatori diretti che vivono da tempo tra mille difficoltà a causa della grave crisi del settore, anch’essa accentuata dalla pandemia in atto.