Fratelli d'Italia nella bufera, Paduano risponde al pentalogo di Pangia

Politica
mercoledì 12 maggio 2021
di Dalila Catenaro
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Luciano Paduano col dirigente nazionale Donzelli
Luciano Paduano col dirigente nazionale Donzelli © TermoliOnLine

TERMOLI. “In punta di fioretto” avrebbe detto qualcuno, ricordando il famoso modo di dire tra gli schermidori. Secondo ciò che ci racconta la storia, i due sfidanti durante un duello si mantenevano a debita distanza e le loro spade si sfioravano leggermente, prima del colpo finale.

Così è stato per Luciano Paduano, componente fell assemblea nazionale e responsabile regionale di Fratelli d’Italia, che ha voluto rispondere a quanto detto qualche giorno fa dall’amico Maurizio Pangia, coordinatore locale di Fdl, che ha espresso contrarietà al passaggio all’opposizione del governo Toma, per Fratelli d’Italia. Pangia ha rilasciato questa dichiarazione a Termolionline, domenica scorsa.

La risposta di Paduano non si è fatta attendere, che attraverso i cinque punti enunciati proprio dal coordinatore regionale, ha risposto alla problematica venutasi a creare. Fratelli d’Italia non è un partitino ha detto, ma un partito grande che si occupa di portare avanti tante idee come partito politico. Secondo Paduano qualsiasi idea contraria va affrontata all’interno del partito stesso, perché si sà in politica le idee sono diverse e la soluzione non è rivolgersi sempre agli organi di stampa per esternarle.

Nell’intervista Luciano Paduano risponde esattamente a tutti e cinque i punti sollevati da Maurizio Pangia. Ricordando che l’amicizia è comunque qualcosa di diverso dall’attaccamento ad un partito politico.

«Caro Maurizio io non discuto sul fatto di ciò che il tuo coordinamento ha espresso, libertà d’opinione è democrazia. Non so quante persone sono venute alla riunione ma le opinioni vanno espresse su dati di fatto non per presa di posizione. Ciò che è determinato da un coordinamento cittadino va mandato una copia con la firma dei presenti, al portavoce provinciale, Costanzo e al portavoce regionale, piaccia o non piaccia, resta Filoteo e non alla stampa. La cosa può sembrare strumentale. Alla stampa vanno inviate esiti di coordinamento cittadini, che portano idee e progetti che servono a migliorare la città, non mi sembrano siano stati fatti coordinamenti a tal proposito. Ultima cosa, mi fa un po’ strano che abitano a Termoli 2 componenti dell’assemblea nazionale e una consigliera regionale e non fanno parte del tuo coordinamento. A me non interessa ma le altre due persone? Mi riferisco a Francesco (Baccari, ndr) e Aida (Romagnuolo, ndr). Rispondo ai tuoi 5 punti rilasciati alla stampa.

1) Il mandato ricevuto dagli elettori lo ha tradito Toma. A Fratelli d’Italia spettava da subito un assessore con vicepresidenza. Toma eletto con legge elettorale con la surroga (legge che gli ha permesso di vincere contro 5 stelle) dopo circa 2 anni cancella la surroga senza interpellare partiti di centrodestra. Così facendo fa perdere 2 consiglieri a Fratelli d’Italia.

2) Il patto di centrodestra lo ha tradito la maggioranza, la Lega non è più rappresentata in regione, a noi vengono bocciati tutti gli emendamenti.

3) I vertici nazionali, sulla situazione molisana, non si sono espressi, se non con l’onorevole Giovanni Donzelli, che lasciò la libertà di coscienza. Lo affermo perché ero presente.

4) non si passa all’opposizione se il proprio consigliere che siede in giunta, si confronta e porta avanti le istanze del partito determinate dal coordinamento regionale.

5) se si pensa che un eventuale passaggio all’opposizione gioverebbe a Pd e 5 Stelle, significa che non si gira per la regione e non si ascolta l’urlo di protesta del popolo molisano  contro questo governo.

In coordinamento regionale si valuterà e sottolineo valuterà, l’uscita dalla maggioranza. Non è certo nostra intenzione farlo ma aspettiamo che finalmente il governatore si confronti con il partito e si ravveda cominciando a trattarci come partito di maggioranza. Spero che quando detto non offenda nessuno e si cominci a lavorare per il bene del partito, per il bene del popolo molisano». Questo il frutto di un colloquio con Paduano, poi ieri pomeriggio, è stata diffusa anche una nota ufficiale, più a largo respiro.

«Trovo a dir poco stucchevoli le polemiche che hanno coinvolto il partito di Fratelli d’Italia in questi giorni. Chi ritiene si debba continuare ad appoggiare Toma e la sua maggioranza apartitica e apolitica non considera l’urlo di protesta del popolo molisano né la grave situazione in versa il popolo molisano. Specie con la gestione approssimativa dell’emergenza dovuta al Covid. In ogni caso, anche se si vuol fingere di non vedere, una cosa è certa: solo il coordinamento regionale può dettare la linea politica di questo partito. E’ quella la sede di discussione.  E quando si è in un partito, presa la decisione a maggioranza, gli eletti debbono seguire la linea dettata dal  partito.  Il Molise invece si ritrova con un governo regionale che di centrodestra non ha nulla in quanto il governo guidato da Donato Toma, insieme ai componenti della giunta regionale, non rispondono a indirizzi politici né agli interessi del molisani, ma solo alle logiche personalistiche. Non può esserci altra spiegazione rispetto a ciò che abbiamo assistito in questi anni.

La politica si basa su accordi e il governatore Toma ha disatteso tutti gli impegni assunti con i partiti.

Se con Fdi aveva siglato l’accordo di nomina di un assessore con delega alla vicepresidenza, con i cittadini che si erano candidati nelle liste a suo sostegno aveva tacitamente stretto l’accordo di mantenere inalterata la legge elettorale. Invece in appena due anni non solo ha rinnegato l’assessorato al partito di Fdi, ma ha tradito i cittadini modificando la  legge elettorale. Una decisione politica non condivisa con i partiti e che ha penalizzato il partito della Meloni con la perdita di ben due consiglieri regionali. 

Questi comportamenti che in gergo chiamiamo tradimenti, hanno poi determinato scorrettezze politiche di chi siede in maggioranza a sostegno di Toma attraverso decisioni che hanno letteralmente sbattuto fuori dal governo anche il partito della Lega. Tornando a Fdi, i vertici nazionali non si sono mai espressi sulla situazione locale. Eccezion fatta per l’on. Donzelli che però ha lasciato libertà di coscienza ai consiglieri regionali iscritti al partito in occasione della sfiducia a Toma. Coscienza che ha portato i consiglieri Iorio e Romagnuolo a votare la sfiducia e l’assessore Pallante a sostenere Toma. Quando si dice ai molisani attraverso la stampa che la Meloni sostiene Toma, si afferma il falso. Ed un partito in crescita come quello che mi onoro di rappresentare non merita dichiarazioni mendaci da parte di chi ricopre ruoli. E soprattutto merita rispetto chi rappresenta il partito in regione che corrisponde al nome di Filoteo Di Sandro. Piaccia o meno».