Giro d'Italia story a Termoli, ricordi da cronista

Politica
venerdì 14 maggio 2021
di Michele Trombetta
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Giro d'Italia a Termoli
Giro d'Italia a Termoli © TermoliOnLine

TERMOLI. Tra arrivi e partenze il Giro d’Italia negli ultimi 34 anni ha fatto capolino a Termoli 4 volte: 1987, 2006, 2011 e 2021.

Il Giro ciclistico d'Italia da 104 anni forse è l'unico evento che riunisce l'Italia dalle Alpi alla punta estrema della Sicilia, ci fa conoscere, soprattutto da quando la Tv ce lo porta in casa, angoli anche sconosciuti del Bel Paese e di conseguenza ce lo fa amare ancora di più, possiamo tutti immaginare quando poi la nostra città diventa sede di arrivo di tappa, o anche di partenza e su questo punto di ricordi aneddoti ce ne sono tanti.

Come in quel 1987 quando il traguardo era posto in piazza del Papa e sul vialone che da via Martiri della Resistenza portava allo sprint velocissimo proprio all'incrocio con via America e via Asia e l'attuale via Madonna delle Grazie.

Ricordo io già lavoravo per radio tv e giornali, e con altri colleghi ero sotto la tribuna stampa della Rai e dell'alloro processo alla Tappa di Adriano de Zan, in pratica ero sulla linea del traguardo con la speranza di poter fotografare lo sprint all'arrivo.

Stranamente i corridori sentendo i giornalisti Rai sul palco, che dicevano il gruppo sta per imboccare il rettilineo finale, ma i corridori non arrivavano mai, quando sentimmo gli elicotteri sulle nostre teste molti direttori sportivi che erano giunti primi al traguardo in attesa dei loro assistiti, che a gran velocità scappavano lungo via Madonna delle Grazie allarmati, le sirene che si sentivano sempre di più, capimmo che qualcosa di poco piacevole era successo.

Infatti al curvone che da via Martiri della Resistenza, che costeggiava l'ex caserma dei Carabinieri, il gruppo corposo dei corridori stavano preparando lo sprint, per colpa di qualcuno che ha urtato un altro, avvenne una caduta generale di quasi tutti i corridori in gruppo, in pratica si scateno un caos indicibile, corridori a terra doloranti e feriti, ambulanze che prestavano soccorso, per fortuna era ancora in funzione il vecchio Ospedale San Timoteo che era lì a pochi metri, anche lì all'interno del nosocomio c'era un caos indescrivibile, ciclisti come Saronni, Visentini , Roche che vinse poi quel giro, tutti gli altri a farsi medicare, curiosi che non mancano mai.

Termoli in quel momento era in diretta tv e sulle pagine dei giornali, non tanto per la cronaca sportiva della corsa, ma per un fatto che andava oltre e non sto lì a raccontarvi le polemiche che quella caduta provocando nei giorni a seguire ancora temi di discussioni.

Noi spettatori indifesi avevamo pensato che quella sarebbe stata la prima e ultima volta che avremmo avuto la corsa rosa nella nostra città, per fortuna non fu cosi.

Per la cronaca quel primo giugno 1987 quando la corsa rosa fece trappa proprio in citta':ci  fu un arrivo allo sprint vinto da Paolo Rosola davanti a Freuler e Boffo; in maglia rosa c'era Stephen Roche che alla fine avrebbe vinto quel Giro dopo un braccio di ferro con il compagno di squadra Roberto Visentini. Termoli in seguito, fu ancora sede di partenza e di arrivo di tappa del Giro d'Italia.

Ci fu nel 2006 la tappa che da Francavilla a Mare, porto all'arrivo la corsa all'altezza del parcheggio del vecchio ospedale San Timoteo, per poi ripartire il giorno dopo in vista di Peschici. Termoli in quelle due giornate davvero venne sconvolta di presenze, la cittadella rosa, fu meta di tantissima gente, io ricordo di aver visto l'arrivo del giorno prima, su un balcone al terzo piano di via Corsica.

Visto si fa per dire, perché i corridori sono transitati in volata ad una velocità pazzesca, abbiamo visto un folata di magliette colorate. Ma comunque tutto fu davvero affascinante. Insomma la corsa rosa è davvero anche per chi non ama questo sport, qualcosa che comunque t'incuriosisce e che piano piano ti prende, e per questo nuovo arrivo in città della carovana del giro, siamo tutti in fermento.