«No alle politiche neo-liberiste del Governo Draghi», Rifondazione scende in piazza

Politica
domenica 16 maggio 2021
di La Redazione
Più informazioni su
«Non alle politiche neo-liberiste del Governo Draghi», Rifondazione scende in piazza
«Non alle politiche neo-liberiste del Governo Draghi», Rifondazione scende in piazza © TermoliOnLine

TERMOLI. Ha preso ieri il via, anche in piazza Monumento a Termoli, con Pasquale Sisto, segretario regionale molisano e altri attivisti, con presidi in tutta Italia la campagna di Rifondazione Comunista per dire no alle politiche neoliberiste del governo, in difesa dell’occupazione, dei salari, dei redditi e per la ricostruzione del pubblico
La lezione drammatica del covid non è servita a nulla: il governo Draghi continua con le politiche neoliberiste ad esclusivo sostegno dei profitti affidando il destino del paese alle stesse  logiche del mercato che hanno prodotto il disastro economico e sociale che la pandemia ha messo con forza davanti agli occhi di tutti.
Sono recentissimi  i dati provenienti da autorevoli fonti della Bce che indicano la disoccupazione reale in Italia attestarsi ben oltre i 25%, è in forte aumento il numero di occupati con salari sotto la  soglia di povertà, la precarietà sempre più diffusa, il lavoro discontinuo e irregolare, il part time obbligato  condannano soprattutto i giovani e le donne a una condizione esistenziale di totale  incertezza sul proprio futuro.
Il pubblico è stato impoverito drasticamente  nelle strutture e nelle risorse umane indispensabili  per garantire servizi di qualità sia in tempi normali che per far fronte alle emergenze che rischiano di diventare la norma in un mondo in cui il profitto prevale su tutto.
I continui tagli alle protezioni sociali hanno ridotto in povertà milioni di persone: pensionati senza una pensione dignitosa, tanti che pur lavorando non guadagnano di che vivere decentemente, crescita delle marginalità sociali dove albergano gli ultimi degli ultimi. A ciò si aggiunge una moltitudine di “normali” che nella crisi sono rimasti senza reddito.
Nel Recovery Plan del governo molti sono i miliardi destinati direttamente alle imprese e ad elevare la competitività mentre non sono previsti interventi diretti sul dramma della disoccupazione, dei salari, delle protezioni sociali; tant’è che si prevede il recupero degli occupati del 2019 non prima di tre anni, che nello stesso periodo sia i salari che i consumi sono previsti in calo.
Si ammette che in Italia manca 1 milione di dipendenti pubblici rispetto alla media europea, ma poi si prevede appena il  recupero del turnover; non solo non c’è nulla contro la precarietà, ma  si assumono lavoratrici e lavoratori precari da lasciare a casa una volta finita l’emergenza; manca totalmente una riforma fiscale che garantisca strutturalmente le entrate indispensabili  per garantire protezioni sociali, redditi dignitosi, l’universalità dei diritti, la cura delle persone e dell’ambiente .
Tre giornate in cui si articolerà la campagna diffonderemo le nostre proposte per un fisco giusto, una buona e piena  l’occupazione, un lavoro e un salario dignitosi come previsto dalla Costituzione.