Il Molise resiste alla scissione nel M5S, la rete del Ministro Di Maio resta vuota

Scissioni ven 24 giugno 2022
Politica di Annamaria Ricci
5min
Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale ©Termolionline.it
Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale ©Termolionline.it

CAMPOBASSO. La rete da pesca lanciata dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio non pare aver raccolto molto sin qui nel Molise.

Di ieri le dichiarazioni del sindaco di Campobasso Gravina e del gruppo consiliare di Termoli, poi, in serata, arriva anche l’attesissimo post di Andrea Greco, colui che tra i sei consiglieri regionali era considerato più vicino a Di Maio, che sgombra il campo dai dubbi che gli erano stati attribuiti sulla permanenza o meno nel M5S contiano.

«Ho un ricordo vivido dei motivi che mi portarono ad abbracciare il MoVimento 5 Stelle e a farne una vera ragione di vita. Tra questi, certamente, c’era la fine del leaderismo: l’uomo solo al comando, capace di salvare la nazione. Ero invece convinto che il cittadino dovesse farsi Stato e, con esempi e azioni concrete, dovesse cercare di migliorare la propria comunità.

Ahimè, questo valore è andato troppo spesso smarrito. La comunità del MoVimento rischia di perdere definitivamente la rotta dietro la banale contrapposizione tra tifosi di una squadra o dell’altra, tra “dimaiani” e “contiani”. 

Sarò chiaro, così da evitare ulteriori domande. Porto tatuati nell’anima i valori del MoVimento 5 Stelle. E credo di onorarli ogni giorno del mio mandato. Lo faccio ogni qual volta mi occupo di sanità pubblica, denuncio irregolarità ai magistrati, ricevo l’ennesima querela da gruppi di potere per aver difeso gli interessi collettivi. Alcune di queste azioni, mi hanno visto completamente isolato.

Ed oggi constatare che questo duro lavoro lascia il posto alla logica delle correnti mi delude.

Non dovrei neanche dirvi da che parte sto, ho sempre preferito lasciar parlare i fatti. D’altro canto, non darò alcuna soddisfazione a chi era già pronto a danzare sul nostro “cadavere” politico. Ma sento di scrivere queste righe per i tanti cittadini confusi da narrazioni fantasiose. 

Certo, non rinnegherò mai neanche il valore dell’amicizia. E sarò sempre riconoscente nei confronti di chi, come Luigi Di Maio, ha fatto la storia del nostro MoVimento. Per questo, l’odio che leggo verso di lui da una parte, o verso Alessandro Di Battista dall’altra, mi rammarica. È anche grazie a questi ragazzi se tanti cittadini sono entrati nelle istituzioni, portando con loro i sogni e le aspettative di milioni di persone. 

Io rispondo a quelle stesse speranze, nella mia terra. E non intendo certo tradirle.

Detto ciò, nella vita ciascuno ha il diritto di fare le sue valutazioni, assumendone appieno le responsabilità.

Il MoVimento dovrà fare a breve delle scelte importanti e mi auguro che tenga ben presenti i suoi valori fondanti. Tra questi, senza ombra di dubbio, c’è il limite dei due mandati. Non una questione tecnica, ma un principio chiaro: siamo cittadini prestati alle istituzioni. Facciamo politica a tempo determinato, al servizio delle nostre comunità, per contribuire a migliorarle. Non dobbiamo mai perdere di vista un fatto: fuori dai palazzi si stanno consumando veri drammi sociali, c’è gente che chiede soluzioni concrete ai veri problemi. E, sinceramente, sono poco interessati alle vicende interne a partiti e movimenti.

Queste sono le nostre regole identitarie e senza identità, senza storia, non può esserci un futuro».

La scissione di “Insieme per il futuro” apre uno squarcio nella prospettiva politica verso il 2023, affollando le componenti più moderate e draghiane. 

Nella conferenza stampa di addio al Movimento fondato da Beppe Grillo, Luigi Di Maio ha parlato proprio del radicamento sui territori del nascente movimento o partito che dir si voglia e, attraverso il quale, sarà traghettato direttamente nel terzo mandato parlamentare.

In Molise il Movimento 5 Stelle conta sei consiglieri regionali che in queste ore, chi più chi meno, stanno ribadendo la propria posizione nei confronti del partito nel quale sono stati eletti.

Con le dichiarazioni di Andrea Greco di oggi, tutti i consiglieri regionali eletti nel Movimento 5 Stelle dovrebbero continuare il proprio percorso politico di fianco a Giuseppe Conte. Questo fino al 2023 quando, liberi dal mandato elettorale in consiglio regionale, ognuno potrebbe decidere di fare scelte diverse.

Il prosieguo del cammino con Giuseppe Conte e con il Movimento 5 Stelle è stato espresso in maniera chiara da Angelo Primiani ancor prima della conferenza stampa nella quale Di Maio ha ufficializzato la scissione.

Vittorio Nola, legato a Giuseppe Conte da molto prima che questi divenisse Presidente del Consiglio, ha inviato una nota stampa subito dopo le parole di Di Maio ribadendo con forza e convinzione il suo voler permanere nel Movimento accanto al suo amico Conte.

Anche Fabio De Chirico ha dichiarato che il futuro partito centrista e filo Draghi del Ministro Di Maio è un progetto che non gli appartiene assolutamente, pertanto continuerà il suo cammino accanto a Conte. Anzi ci tiene a sottolineare che, qualora qualche consigliere regionale vorrà aderire al progetto messo in piedi da Di Maio, è giusto che lo comunichi al pubblico e agli elettori.

Anche Fontana e la Manzo è altamente probabile che continueranno il loro percorso politico con Conte.

Unica incognita, fino a poche ore fa, era Andrea Greco. Capogruppo dei pentastellati in consiglio regionale. Dopo la cena con Di Maio a Isernia qualche giorno prima dell’ormai famosa conferenza stampa del Ministro degli Esteri, nessuna dichiarazione era stata rilasciata in merito. Molti dubbi sulla scelta che avrebbe fatto Greco si basavano sull'amicizia di lunga data che lega questi proprio a Di Maio. E infatti, la scelta di Greco di restare nel Movimento 5 Stelle, come da lui stesso dichiarato, è stata particolarmente sofferta proprio per questo motivo.

Nelle prossime ore, con molta probabilità, l’intero gruppo dei 5 Stelle in consiglio regionale darà conto della scelta politica fatta ai cittadini ma soprattutto ai propri elettori.

Certamente ora potrebbe esserci, e certamente ci sarà, una evoluzione anche nell’ambito della coalizione progressista in costruzione per le regionali e che vedeva i 5 Stelle fuori dai giochi per la candidatura alla presidenza della Regione.

Chi sarà il designato alla candidatura di Presidente in corsa per le regionali del 2023? Sarà un uomo molto vicino a Conte? E davvero alla fine di questo mandato elettorale, tra appena 9 mesi, tutti gli attuali 5 Stelle saranno compatti a ricandidarsi con il partito che li ha eletti nel 2018?

Certo gli interrogativi sono tanti, ma anche in quota centrodestra i giochi sono ancora tutti aperti e, forse, nei prossimi mesi potrebbero aprirsi scenari nuovi e oggi impensabili.

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