Un solo obiettivo: salvare l’ospedale “San Timoteo”

Politica
Termoli venerdì 17 maggio 2019
di Roberto Ciavarella
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Il confronto sulla sanità
Il confronto sulla sanità © Termolionline.it

TERMOLI. Un solo obiettivo: salvare l’ospedale “San Timoteo”.

Tensione e frustrazione. Questo è quello che emerge dalla sala dell’ex cinema della chiesa di San Antonio a Termoli. Dove è avvenuto l’incontro con i candidati sindaci alle prossime elezioni comunali, per parlare della situazione critica della Sanità molisana e in particolare dell’ospedale “San Timoteo” di Termoli. A mediare l’incontro, è stato il comitato “San Timoteo”, rappresentato dal suo presidente Nicola felice.

Sconforto, seguito da tanta rabbia e preoccupazione. I candidati sindaci si sono trovati a rispondere a diverse domande avvelenate dei cittadini. I quali, al netto del pensiero politico e delle imminenti elezioni, hanno cercato risposte a questo stato precario che sta vivendo l’ospedale cittadino.

Una difficoltà che tocca tanti punti. Sicuramente, tra i tanti problemi, quello che risalta di più all’attenzione, è la carenza di personale. Un problema che, per il sindaco uscente Angelo Sbrocca (Centrosinistra), deve essere risolto nel minor tempo possibile. Attraverso concorsi dalla giusta durata e non che sforino i 10-11 mesi e attraverso un’ attenta gerarchia all’interno dei reparti. Su questo punto Sbrocca afferma: “ L’appeal di un ospedale dipende anche dalle gerarchie interne. Oggi, nell’ospedale di Termoli, c’è un solo primario vincitore di concorso, mentre gli altri sono facenti funzioni. Bisogna battersi per il personale.”

“Oggi il San Timoteo — afferma il candidato sindaco Marcella Stumpo (Termoli Bene Comune - Rete della Sinistra) — rischia di non garantire i livelli essenziali di assistenza, soprattutto con una popolazione molto anziana. Sarà già molto difficile che questi continuino a reggere.”

Una situazione davvero complessa che, secondo il candidato sindaco Francesco Roberti (Centrodestra), è il risultato di un’impostazione sbagliata della Sanità da parte dello Stato stesso.

Roberti afferma: “ Tra le tante cose che avrebbero dovuto fare, bisognava inserire il turnover nell’ospedale. In modo tale da poter dare opportunità di lavoro, ma soprattutto dare la possibilità ai ragazzi, ai professionisti che si stanno facendo un nome, di ritornare qui e spendere le loro competenze. Ma questa politica alla lunga non pagherà da nessuna parte.”

Per cambiare questa situazione, bisogna cambiare rotta. Il candidato sindaco Nick Di Michele (5 Stelle) richiama ad un senso di responsabilità. “ Bisogna assumerci le nostre responsabilità — afferma il candidato dei 5stelle — la salute prima di ogni altra cosa. Noi, che vogliamo diventare Primo Cittadino di questo città, dobbiamo assumerci anche questa responsabilità. Dobbiamo dire una cosa: il San Timoteo è un ospedale di pronto soccorso. Il Ministero della Sanità ci ha detto che il San Timoteo ha un bacino di utenza inferiore ai 150.000 abitanti e per questo è un ospedale di pronto soccorso. Quindi non è un ospedale di frontiera o un ambulatorio. Ma è una struttura che deve avere tutti i reparti previsti e allo stesso tempo i medici prefissati per quel reparto. Gli ospedali devono agire in sicurezza, con gli operatori e le attrezzature necessarie.”

Tanta preoccupazione tra la popolazione. La quale chiede, a tutti i candidati, una sola cosa: lottare per un futuro diverso. Un messaggio di speranza, che va oltre ogni pensiero politico.

Una richiesta che i sindaci hanno ascoltato e attraverso la quale hanno fatto capire che, per risolvere questa situazione, c’è bisogno di una cosa fondamentale: la programmazione.

C’è la possibilità di cambiare. Ma bisogna invertire il prima possibile una rotta che sta prendendo una direzione quasi a senso unico.

A concludere l’incontro, è stato il presidente Nicola Felice. Il quale afferma: “ I candidati hanno dato il loro impegno per questa causa. Allora anche io voglio dare, come comitato, il nostro impegno. Il comitato sicuramente continuerà nella sua opera, nel seguire la sanità e i sui problemi. Concludo dicendovi che, chiunque vinca le elezioni, avrà il fiato sul collo del comitato”.