Punto nascita e Tavolo tecnico, «Il sindaco denunci i conflitti di interesse»

Politica
Termoli martedì 13 agosto 2019
di La Redazione
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I consiglieri di area dem
I consiglieri di area dem © Termolionline.it

TERMOLI. Dopo la conferenza stampa dello scorso 31 luglio, arriva un'altra sferzata dem sulla condotta della politica locale in materia sanitaria.

L'affondo è a firma dei consiglieri comunali di opposizione Angelo Sbrocca, Manuela Vigilante, Oscar Scurti e Andrea Casolino dei gruppi Pd e vota per te.

«Purtroppo ancora una volta dobbiamo intervenire sulla sanità molisana e sui problemi del nostro Ospedale e lo facciamo con la massima obiettività possibile pur consapevoli della gravità della situazione attuale, situazione che in questi giorni non fa alcun passo in avanti anzi ne ha fatti e ne farà tanti indietro, basti pensare alla proposta impugnazione davanti al Consiglio di Stato dell’ordinanza del Tar Molise (che sembrava avesse messo in quarantena il punto nascita di Termoli) e il mutismo in cui erano caduti i ministri competenti sul punto, mutismo che ad oggi, grazie alla recentissima crisi del governo giallo-verde di cui è difficile prevedere l’epilogo, si trasformerà in impossibilità a prendere decisioni.

Accanto a queste considerazioni di ordine generale, ad aumentare la confusione della sanità regionale vi è l’ormai certo trasferimento del Direttore Generale Gennaro Sosto, che pur se confermato nel suo incarico da poco, ha deciso di volersi trasferire in altri lidi.

Perché tutto questo?

Certamente ci sono motivazioni personali e professionali, ma riconoscendo la serietà e la professionalità della persona crediamo che le motivazioni vadano anche ricercate in altro e cioè nel fatto che siamo arrivatiprobabilmente ad un punto di non ritorno ed ovviamente il buon direttore non intende essere responsabile o corresponsabile della morte della nostra sanità regionale e del nostro Ospedale.

Se poi da questo spunto si analizza quanto riferito dal Sindaco Roberti nell’assise comunale si ha piena conferma di questo stato di cose.

Nell’ultimo Consiglio Comunale monotematico sulla chiusura del punto nascita, infatti, sono forse passati inosservati due argomenti introdotti dal Sindaco nelle conclusioni finali da lui rassegnate a seguito della discussione.

Due argomenti che hanno un’importanza assoluta e che denunciano due situazioni di fatto che, se vere (ma non si hanno ragioni per dubitare sulle parole di un primo cittadino proprio per l’autorevolezza della provenienza) sono entrambe di una gravità inaudita.

Il primo attiene alla sicurezza non solo del punto nascita ma dell’intero Ospedale di Termoli.

Bene sul punto Roberti ha detto che nell’Ospedale San Timoteo vi è carenza estrema di personale e che quindi il Punto Nascita ed alcuni altri reparti non possono definirsi sicuri, dando in tal modo ragione al Commissario Giustini che nella propria nota di chiusura del Punto nascita aveva giustappunto indicato due ragioni: da una parte il mancato raggiungimento del numero minimo di parti normativamente previsto e dall’altra l’assenza di sicurezza del reparto dovuto alla carenza del personale.

Probabilmente nel dire queste cose con estrema sicurezza e consapevolezza,il primo cittadino non ha percepito la gravità delle stesse.

Se il Sindaco, infatti,avesse contezza di una assenza di sicurezza del nosocomio dovrebbe per primo intervenire quale Autorità Sanitaria massima del Comune che rappresenta adottando qualsiasi tipo di provvedimento contingente ed urgente o comunque si dovrebbe rivolgere ad altre Autorità per evitare, non a parole, effetti dannosi dalla insicurezza riscontrata.

E ciò in primis per una ragione di salvaguardia e difesa della salute pubblica e poi per una ragione di opportunità perché non si può mandare al “macello” dei propri concittadini che si recano nell’ospedale cittadino per chiedere ed ottenere non solo prestazioni sanitarie di qualità ma anche e soprattutto sicure.

Il secondo attiene al cosiddetto Tavolo tecnico costituito presso il Ministero della Sanità (organo ministeriale formato da esperti e tecnici che sono i veri padroni della sanità in riferimento alle Regioni - come il Molise - che sono in Piano di rientro) e che ha incontrato da poco i nostri Sindaci del Molise costiero e parlamentari.

Orbene Roberti ha detto sul punto due cose: la prima è che in questo incontro sarebbe stata ribaltata la posizione in totale vantaggio dell’Ospedale di Termoli ed i tecnici avrebbero annuito alle ragioni poste da lui in quella sede.

Non ci risulta così.

Ed infatti nessun ribaltamento c’è stato, vuoi perché il “Tavolo” giustamente ha risposto di essere un organo tecnico e quindi di non poter che seguire quella che è la normativa vigente,vuoi perché di fatto a tale incontro - eccezion fatta per le autoreferenziali parole del Sindaco di Termoli - non è seguito nulla di concreto.

Probabilmente sarebbe stato utile e necessario parlare con gli organi politici (Vedasi Ministro della Sanità o Ministro delle Economia e finanze) che avrebbero potuto dare risposte politiche alle istanze politiche dei sindaci e non con gli esperti del settore. Oggi (con la crisi in atti) peraltro una tale relazione risulterebbe probabilmente impossibile o tardiva.

Probabilmente visto il non grande successo che aveva prodotto l’incontro avutosi con il rappresentante dei 5stelle De Michele con il Ministro Grillo, Roberti ha cercato un'altra strada ma anche questa sbagliata!

Il risultato finale e complessivo è che non vi è stato nessun risultato roboante masolo un buco nell’acqua che ovviamente non ha portato a niente.

Il tavolo tecnico è rimasto delle proprie convinzioni ( e non poteva che essere cosi) ed i commissari, anche loro tecnici, continuano a fare quello che gli pare.

Ma è possibile che tutti i rappresentanti politici affini al governo gialloverde (consiglieri comunali e regionali della Lega e dei 5stelle, parlamentari dei 5stelle) non riescano a partorire nulla di meglio?

Certo ora il tutto è diventato più difficile dopo questa crisi governativa e non ci fa sperare nulla di buono, ma sicuramente non si può desistere.

Ma non lo diciamo in tono polemico ma solo per capire quale sia la strategia da seguire per salvare non solo il punto nascita ma l’intero Ospedale di Termoli e direi il Molise Costiero e per non credere a quelle voci che vogliono Termoli e gli altri Comuni bassomolisani esclusi da ogni ipotesi di decisione, mantenimento, sviluppo e partecipazione. Basta vedere le recenti nomine negli enti e società gravitanti intorno alla Regione Molise dove il Basso Molise è stato completamente escluso a favore di Campobasso ed Isernia (e dove sono le voci dei nostri rappresentanti che fino a qualche tempo fa invocavano ad alta voce la territorialità delle rappresentanze e dei rappresentanti!).

Ma Roberti non si è fermato qui. Il primo cittadino ha anche detto che nel tavolo tecnico romano ci sono dei componenti che fungono da esperti per il Ministero ma poi a latere sono consulenti per aziende private e fra queste anche quelle che operano nel sistema sanitario molisano (e siccome non ne sono tante crediamo si riferisse alla Cattolica ed alla Neuromed).

In altri termini il sindaco ha evidenziato un palese conflitto di interessi di alcuni componenti del Tavolo Tecnico dicendo che non si può fare la mattina il consulente alla Fiat ed il pomeriggio per la Renault!

Se così fosse (e ripetiamo non abbiamo da dubitare su quanto riferito dal sindaco in un assise cittadina pubblica) la cosa sarebbe gravissima ed assumerebbe i contorni anche penali qualora l’interesse si fosse concretizzato a favore di una delle parti ed a sfavore dell’altra.

Pertanto chiediamo che il primo cittadino denunci a gran voce queste cose e vada nelle sede competenti a portare fatti e documenti che saranno sicuramente in suo possesso e che faccia una battaglia in prima linea ed a ogni livello su questo punto.

Noi saremo con lui se farà quanto indicato».