Rousseau sdogana il patto civico, rimpianti o azzardo?

Politica
Termoli venerdì 20 settembre 2019
di Emanuele Bracone
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TERMOLI. Il 60,9% dei votanti sulla piattaforma Rousseau ha dato il via libera al «patto civico» annunciato da Luigi Di Maio sulle elezioni regionali in Umbria del prossimo 27 ottobre.

Dopo l’evoluzione inattesa con cui i grillini hanno rottamato la richiesta di voto fortemente voluta da Salvini, sposando Leu e soprattutto Pd, tra 5 settimane gli elettori umbri si troveranno di fronte al primo esperimento di alleanze pre-costituite col Movimento 5 Stelle.

Quanto avrebbero voluto fare a Termoli, ad esempio, alle amministrative del 2019, con un fronte civico sganciato dalle coalizioni tradizionali e che invece ricevette il diniego dallo stesso capo politico, ora ministro degli Esteri.

Un’occasione persa allora, per salvaguardare la linea politica primigenia dei grillini, o un azzardo ora, col 40% dei dissenzienti che potrebbe anche allontanarsi dal soggetto pentastellato?

Chissà, è probabile che se queste alleanze fossero state autorizzate e varate nella primavera scorsa si sarebbe assistito certamente a una diversa connotazione anche delle elezioni europee, che hanno segnato un arretramento notevole dei grillini rispetto alle politiche del 2018.

Ma vi è di più. Proprio la distanza mantenuta tra Governo del Paese gialloverde e il fronte di Regioni e Comuni (ormai le province soffrono un sistema di secondo livello) scollegate da una possibile omogenea mappa politica rispetto al Governo del Paese ha rappresentato forse il primo vero e ineludibile limite per quella esperienza politica, tra distinti e distanti.

Resta la dietrologica suggestione di come sarebbe andata a Termoli se gli elettori avessero trovato nell'urna la possibilità di un'alleanza più vasta con base grillina.