Dalla caduta del Muro di Berlino ai giorni nostri: dibattito con Antonio Polito

Politica
giovedì 16 gennaio 2020
di Graziella Vizzarri
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Antonio Polito e Alberto Mastrangelo
Antonio Polito e Alberto Mastrangelo © Termolionline.it

TERMOLI. Cinema Sant’Antonio strapieno per l’incontro con Antonio Polito, vice direttore del Corriere della Sera a Termoli per presentare il suo libro “Il muro che cadde due volte” e narrare i cambiamenti politici e sociali a seguito del crollo del muro di Berlino nel 1989.

L’incontro, secondo appuntamento del ciclo del festival “Colloqui sulla democrazia” organizzato dal Leo Club di Termoli, ben si è distinto per lo spessore del gergo politico-culturale intessuto dall’atteso ospite Antonio Polito supportato dalla giovane e sorprendente maestria di Alberto Mastrangelo presidente del Leo Club di Termoli.

Termolionline ha seguito l'incontro in diretta Facebook integrale e qui riproponiamo il video.

Dopo l’apertura dei lavori da parte del presidente del Lions club Termoli Host Tommaso Freda e i saluti istituzionali diMichele Marone, presidente del Consiglio comunale di Termoli, Alberto Mastrangelo ha dato inizio ad un colloquiale incontro snodandosi tra domande e riflessioni sull’effetto della caduta del Muro e alla fatidica data che, ha segnato in maniera indelebile un grande cambiamento negli scenari politici e sociali italiani. Una padronanza indiscussa degli argomenti, frutto di una eccelsa attività giornalistica quella di Polito, che ha tenuto a lungo l’attenzione della gremita platea con una lettura netta di quanto accaduto e dell’impatto riportato: un evento bello, felice ed imprevedibile, festeggiato con concerti ed eventi che vedeva la fine della divisione dell’Europa, la fine del comunismo sovietico e la conquista della libertà.

Un evento così tangibile che è storia, ma poteva rappresentare anche la fine della stessa come asserito dai tanti storici e politici dell’era: si evidenziava la fine del comunismo, ma anche della democrazia travolta da cambiamenti repentini ed inaspettati.Una frammentazione della politica non gestibile, nata inizialmente come una rivoluzione di libertà, ma poi evolutosi diversamente. Considerando che oggi i Paesi più nazionalisti sono proprio coloro che aprirono la breccia all’epoca del crollo, una grande rivoluzione alla ricerca della libertà che nel tempo però si è evoluto, o magari era già intrinseca, con il desiderio di nazionalismo. Lo si nota nella resistenza nei confronti dell’integrazione europea, una riflessione dovuta che spiega taluni atteggiamenti politici attuali.

L'evento era accreditato anche per la formazione professionale dell'ordine degli Avvocati di Larino.

Riferendosi al ruolo che avevano i partiti prima della caduta del Muro. Polito riporta l’allora suddivisione in blocchi, una più facile distinzione destra e sinistra, una marcata ideologia che veniva letta in ogni contesto culturale e politico sia italiano che europeo. Un sistema che aveva acceso, all’epoca, una sorta di competizione a livello europeo a garanzia della giustizia sociale che ha poi, riscontrato un capovolgimento con l’avvento del capitalismo certamente non coerente negli anni considerando la globalizzazione.

Il libro, ha riportato Antonio Polito, parla di cadute e ricadute nel mondo di oggi dell’evento del 1989: a trenta’anni da esso la fotografia attuale appare molto confusa, quell’evento che doveva disegnare nuove strade con grandi cambiamenti, un sogno da realizzare, si è strasformatoin un incubo. Il liberalismo e il libero mercato che dovevano cambiare il mondo hanno preso un’altra piega e la generazione che credeva in tale trasformazione ne è uscita sconfitta. L’attuale situazione politica italiana ne è la conseguenza diretta dovuta al decadimento dei partiti e lo stato confusionalein cui verte non è affatto propositivo considerando il debito ereditato dalla prima Repubblica, ma l’avvento della seconda non ha certo favorito un miglioramento, ha creato altro debito. Le terapie adottate, asserisce Polito, hanno solo incrementato in maniera esponenziale il debito strangolando l’Italia, mettendola in una condizione “fatiscente”, basta osservare quanto accade: pontie gallerie che crollano, autostrade desuete,sanità pubblica compromessa.

Una mala gestione, ma soprattutto una mancanza di partiti ed ideologie marcate che permettono una vera democrazia rappresentativa a garanzia degli elettori, del popolo. Un panorama politico che evidenzia la semplicità nel dare i natali a nuovi orientamenti politici che non aiutano, ma continuano a frammentare ancora di più una già debole condizione politica che molto impatta sulle comunità, sul popolo. In un momento ove prevarica una sovranità salviniana, ha continuato Polito,vi è necessità di partiti più moderati che possono bilanciare le ideologie estreme, ma proprio quella semplicità oggettiva di nascite incontrollate di orientamenti conducono ad una visione di centro molto frammentata o meglio “spopolata”. Polito aggiunge che la democrazia diretta, quella applicata negli ultimi tempi, ricollocabile ad una politica di social network, media, non è funzionale e tantomeno legata alla democrazia rappresentativa che però per essere tale deve necessariamente avere il supporto di partiti e orientamenti politici più tangibili. Riferendosi al sistema elettivo asserisce che, il sistema proporzionale attualmente non è efficace proprio per l’assenza dei partiti e della militanza e fa notare che il sistema adottato da molti Paesi europei è il maggioritario, forse più efficiente.

L’incontro si conclude con la domanda del direttore di Termolionline Emanuele Bracone in merito alla personaggio politico Bettino Craxi, di cui molto si parla in questi giorni dell’uscita del film “Hammamet”.

Con molta schiettezza Antonio Polito ha riportato brevemente delle situazioni legate allo scandalo dell’epoca che molto hanno danneggiato l’uomo, ma ha riportato ai presenti e voluto rimarcare di non ridurre l’attenzione alla vicende giudiziarie dando merito invece alla figura politica foriero di grandi interventi ben mirati e innovativi.

La sua figura va valutata dal punto di vista dello statista ha chiuso Antonio Polito. Un incontro ricco di contenuti, di formazione politica e culturale, quello che manca in questo momento e di cui se ne avverte il bisogno come ossigeno. Un plauso va al Leo club di Termoli per la lungimiranza del festival “Incontri sulla democrazia”, appuntamenti attesi ed affollati con l’intento di fornire strumenti per una migliore lettura della scenario politico-culturale italiano.