Reddito di dignità e sostegno vero, il Prc va in piazza contro il Governo

Politica
venerdì 29 maggio 2020
di La Redazione
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Campagna nazionale del Prc a sostegno dei più deboli
Campagna nazionale del Prc a sostegno dei più deboli © TermoliOnLine

TERMOLI. Ieri la manifestazione istituzionale, col gruppo consiliare Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra, sulla sanità molisana, stamani, sempre in piazza Sant'Antonio, Rifondazione comunista che scende in campo in una campagna nazionale a difesa dei più deboli e dei meno abbienti, dei precari, degli sfruttati e dei sottopagati, per il reddito alle persone, la sanità e l’istruzione Pubbliche.

Striscione alla mano, il segretario regionale Pasquale Sisto, la sindacalista Stefania Fantauzzi e il coordinatore del circolo adriatico, Francesco De Lucia, hanno manifestato contro le politiche del Governo.

«Oggi venerdì 29 maggio una delegazione di Rifondazione Comunista è stata presente in piazza Sant’Antonio a Termoli, nei pressi del Municipio e di fronte alla Spiaggia della cittadina rivierasca, a sostegno delle lavoratrici e lavoratori del settore socio-sanitario assistenziale ed educativo, del turismo, del commercio e dei pubblici esercizi. Una campagna Nazionale indetto per protestare contro il ricatto occupazionale, il lavoro sottopagato cui sono sottoposti gli operatori, in specie quelli del settore privato poco centinaia di euro al mese - oltre che per protestare contro gli sbagli di gestione dell’emergenza Covid19. Oggi in tante parti d’Italia le lavoratrici e i lavoratori in questione andranno al lavoro con la fascia nera al braccio in memoria delle tante vittime di una pessima gestione politica dell’emergenza.

Tante persone morte per imperizia e scelte politiche sbagliate, ma non solo. Tanti lavoratori contagiati perché mandati allo sbaraglio, privi di qualsiasi protezione sanitaria, in particolare nelle Rsa. Rifondazione Comunista è stata tra i primi (se non primo assoluto)a presentare tante forme di esposti (ai Prefetti, ai Sindici, ai Presidente delle Regioni alle Procure della Repubblica)l’accertamento delle responsabilità, riguardo la diffusione del contagio e la falcidia di vittime umane. Siamo stati i primi a chiedere la chiusura di tante attività produttive e di servizi che eranorimasti aperti dopo i Dpcm dell'8,9 e 11 marzo.Anche le ecatombe che non può in alcun modo essere ricondotta solo alla fragilità degli anziani –si potevano evitare-in quanto dovute al trattamento vergognoso che è stato riservato a una fascia di popolazione considerata alla stregua di ultima ruota del carro.

Nei loro confronti e nei confronti delle operatrici e degli operatori sono state perseguite politiche scellerate che non possono scivolare nel dimenticatoio. Vogliamo ricordare che tutti le lavoratrici e i lavoratori del commercio, del turismo, dei pubblici esercizi e delle piccole attività artigianali, che sono stati collocati in Cassa Integrazione in deroga, ancora non ricevono nemmeno un €uro e ormai sono trascorsi 3 mesi dall’interruzione del lavoro e collocati in Cigo in deroga. Noi avevamo espresso con una nota già alla fine di marzo tutte le nostre preoccupazioni e le nostre pessimistiche previsionicirca i pagamenti degli ammortizzatori sociali ai lavoratori che sarebbero arrivati con molto ritardo e non il 15 di aprile come dicevo in malafede sia dal Governo Nazionale che dai Governi Regionali. Solo con valuta 20 maggio i primi lavoratori hanno ricevuto il pagamento diretto da parte dell’Inps della Cigo -relativo al mese di marzo- per quelle Imprese che hanno chiesto il pagamento diretto che non hanno provveduto ad anticipare loro ai lavoratori l’ammortizzatore sociale. I lavoratori collocati in Cigo in deroga invece devono ancora aspettare e non si sa ancora quando riceveranno il reddito sostitutivo del lavoro sospeso.Tante lavoratrici e tanti lavoratori ancora non ricevono nulla anche se si tratta di Cigo e non in deroga che il percorso di approvazione e pagamentodovrebbe essere più breve.

Si danno 6 miliardi alla Fiat e milioni di persone sono da mesi senza niente. Fanno bene le lavoratrici e i lavoratori ad alzare la testa, a protestare contro errori e omissioni, a protestare per essere stati lasciati soli ad affrontare una situazione dura e pesante, sottopagati e senza riconoscimento economico per i sacrifici fatti. Rifondazione Comunista nel ribadire la richiesta di accertamento delle responsabilità della Regione, in primis dell’assessore alla sanità, non può che essere a fianco di tutti coloro che chiedono verità e giustizia, che lottano per ridare dignità al lavoro, per rilanciare il carattere pubblico e universalistico dei servizi socio-sanitari».