Pillole per tutti

martedì 23 febbraio 2021
di Claudio de Luca
Filo di perle
Filo di perle © Amazon

BASTA CON I VOTI - Addio «4», «6», «8». Basta con gli «ottimo», «sufficiente», «distinto». Dopo attente e cervellotiche analisi durate anni, al posto dei voti sono arrivati i nuovi giudizi per la scuola primaria, decisi dal ministero dell'istruzione. Eccoli: «Avanzato», «Intermedio», «Base» e «In via di prima acquisizione». Insomma, si dice tutto per non dire nulla, in una 'summa' teorica della stupidità, che annega la chiarezza di giudizio in un mare indistinto di irresponsabilità di genitori e studenti. Queste pagelle sembrano rispondere ancora una volta al criterio-cardine che guida la scuola italiana: non valorizzare mai i talenti, inibire il merito, tenere a galleggiare gli asini nell' 'aurea mediocritas'. E pensate un po': gli insegnanti dovranno anche fare un bel corso biennale per formarsi ai nuovi 'rating'.

IL SEGRETO - La Gran Bretagna ha affidato la gestione dei contratti per i vaccini ad esperti del settore farmaceutico che, conoscendo bene il cinismo di ‘Big Pharma’, avevano preteso di mettere nero su bianco non solo il prezzo dei vaccini, ma anche i tempi tassativi di consegna e le quantità. La Commissione Ue, invece, si è servita di manager commerciali senza alcuna esperienza precedente che si sono preoccupati soltanto dei prezzi e, in misura meno vincolante, delle quantità. Il che ha consentito alle case produttrici di dilazionare a piacimento le consegne dei vaccini in Europa, smistando milioni di fiale agli Stati Uniti e ad altri paesi, pronti a pagarle di più.

VACCINAZIONI - I dati in proposito sono spietati: stando a quelli della prima settimana di febbraio, Israele ha già somministrato 59 dosi di vaccino ogni cento persone, la Gran Bretagna 15 dosi, gli Stati Uniti 10, mentre l'Unione europea appena tre. Di questo passo, l'obiettivo di vaccinare la popolazione europea entro l'autunno, condizione necessaria per una ripresa di tutte le attività economiche, è pura illusione.

DITE QUEL CHE VOLETE ... - Non sopporto più di leggere sui 'social' il richiamo del «bibitaro» attribuito a Luigi Di Maio, quello di 'pesciaiola' assegnato alla Meloni e quello dal 'cazzaro' affibbiato a Salvini. Nel caso del Di Maio, penso al mito del 'self made man' della Società americana, lodato anche in Italia fino a ieri l'altro. Per quanto riguarda la Meloni come si fa ad affibbiare certi termini ad una giovane mamma di famiglia; non parliamo, infine, di quello concesso al leghista. Reputo questi soprannomi vuoti e sciocchi perché, con tutti i loro limiti, i summenzionati personaggi hanno comunque dimostrato di non essere dei 'minus habentes', facendosi strada dove la concorrenza è tanta, ragion per cui non è facile primeggiare.

IL PROFESSORE DI VESUVIANO - Nel carcere di Parma è deceduto Raffaele Cutolo, detto “ ‘O professore di Vesuviano”, capo indiscusso della Nuova Camorra organizzata. “Dotto’, Cutolo non si vuole far perquisire. Cosa dobbiamo fare? Sa, noi abbiamo famiglia”, dissero gli agenti al vice-Direttore di Poggioreale Giuseppe Salvia. Il regolamento prevedeva la perquisizione dei detenuti che rientravano in carcere dopo aver partecipato ad un'udienza processuale, e quel funzionario cominciò lui stesso la perquisizione. Cutolo non patì l’affronto, ebbe un moto di stizza e cercò di dargli uno schiaffo. Quella perquisizione sancì la condanna a morte del vice-Direttore. A 38 anni, fu ammazzato il 14 aprile del 1981 da un commando di sei uomini sulla tangenziale di Napoli, allo svincolo dell'Arenella, mentre tornava a casa. Lo stavano aspettando sua moglie Giuseppina, 33 anni, e i due figli, Antonino e Claudio, che all'epoca avevano 5 e 3 anni. Al suo funerale giunsero 68 corone di fiori, inviate dai detenuti come segno di ringraziamento nei confronti di una persona che anche in una istituzione violenta, qual è il carcere, non aveva perso la sua umanità. Claudio de Luca