Pillole per tutti

martedì 04 maggio 2021
di Claudio de Luca
Filo di perle
Filo di perle © Amazon

ISERNIA, IL GIALLO DELLA CAPOCCIA - Tutte le guide archeologiche hanno ripetuto che solo due grandi statue (che ora sono al Museo Archeologico di S. Chiara) appartenevano ad Augusto ed a Tiberio. "Oggi non esiste un solo storico dell'arte e dell'archeologia che sia disposto a sostenere il riconoscimento identitario isernino, attribuendolo all'imperatore romano. Si tratta, in tutta evidenza, di un personaggio importante (di cui non sapremo mai il nome), ma sicuramente non si tratta di Augusto" (Parola di Franco Valente). Peraltro il dubbio sulla testa scavata durante i lavori di rifacimento di un muro longobardo è ancora maggiore, per tacere della carenza di somiglianza con le altre rappresentazioni augustee che si conservano in varie parti del mondo.

DEI DELITTI SENZA PENE - Adesso che, dopo 40 anni di dinieghi, finalmente la Francia consente l'estradizione di terroristi italiani condannati in via definitiva per fatti di sangue, ci sono gli 'amici' di «Lotta continua», che, nel frattempo sono diventati grandi Direttori o grandi firme, che invocano l'amnistia perché «è passato tanto tempo». Ma il tempo passato è stato trascorso in assoluta libertà da parte dei condannati che erano fuggiti in Francia proprio per non scontare la pena loro inflitta, con tutte le garanzie, in Italia, facendo così uno sberleffo ai parenti delle vittime, al Codice penale e all'Italia intera.

L'ALLEANZA - A che punto è l'alleanza politica con i 5s? Letta: «Nei Comuni è difficile fare le cose insieme perchè 5 anni fa Raggi e Appendino hanno rappresentato una rottura forte e», a Torino e Roma, «il Pd ha avuto un ruolo di opposizione». Oltretutto l'M5s è alle prese con un complesso lavoro di rinnovamento che Giuseppe Conte, da leader 'in pectore', promette di «completare nel giro di qualche giorno». Per il Pd sembra non essere un 'vulnus': «Non mi strappo le vesti se non riusciamo immediatamente a risolvere tutti i problemi», spiega il Segretario dem. In realtà i problemi sul tappeto sono numerosi a cominciare dall'evanescenza dei due Segretari. Impossibile per loro dettare l'agenda a fronte, per di più, di un Salvini scatenato. Per questo in vista delle prossime comunali, assicurano i fedelissimi, non resta che aggrapparsi al «doppio turno»: «È solo grazie al sistema elettorale comunale che potremo far convergere i voti dell'uno sull'altro. Insomma, chi alla fine del primo turno starà avanti avrà anche i voti dell'alleato che è rimasto indietro». Troppo poco però per parlare di future alleanze politiche. Di sicuro per ora entrambe i leader hanno il terrore di misurarsi con le urne.

A LARINO SEMPRE I PRIMI (MA SENZA EFFETTI PRATICI) - Letta aveva detto che avrebbe mosso una guerra spietata alle correnti. Ma Bettini ne ha subito formato una, ribattezzandola ‘Le Agorà’, in omaggio alle piazze in cui i cittadini dell’antica Grecia si confrontavano. Pe i Larinesi non c'è alcunché di nuovo. L'Agorà l'aveva già fondata qualcuno oltre 15 anni fa, seppure un certo individualismo esasperato locale fece fatica a capirne la portata.

Claudio de Luca