«Gli sconcertanti bilanci del Comune di Termoli»

Termoli martedì 06 novembre 2018
di Pino D'Erminio
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TERMOLI. Episodicamente, i consiglieri comunali di opposizione criticano questa o quella decisione di bilancio dell’Amministrazione comunale, ritenendola inadeguata o esagerata o inopportuna o completamente errata. Naturalmente essi fanno benissimo ad intervenire sulla gestione finanziaria, economica e patrimoniale del Comune, tuttavia tali rilievi si appuntano per lo più su voci di bilancio che Totò definirebbe inezie, quisquilie, pinzillacchere, mentre sono trascurati aspetti che coinvolgono milioni di euro; infatti, a leggere i conti del Comune non mancano i motivi di sconcerto.

Facciamo qualche ragionamento sui conti economici del 2015, 2016 e 2017.

Il conto economico è quella parte del bilancio che registra i flussi economico-finanziari, cioè i redditi prodotti e quelli consumati, di pertinenza di un esercizio, il cui saldo porge il risultato economico di esercizio, che può essere positivo (in utile) o negativo (in perdita).

Il Comune di Termoli nel 2015 ha registrato un utile di 18,4 milioni, nel 2016 un utile di 8,6 milioni e nel 2017 una perdita di 20,3 milioni. Già visti da soli questi dati mostrano un andamento ondivago, che lascia perplessi: si passa “dalle stelle alle stalle”.

Le perplessità crescono a dismisura se confrontiamo i risultati di esercizio con l’importo della voce “componenti positivi della gestione”, che corrisponde al valore della produzione nel conto economico delle imprese. Nel 2015 il Comune di Termoli ha “prodotto” (esprimendoci con la terminologia delle imprese) 36,5 milioni, nel 2016 36,2 milioni e nel 2017 38 milioni: un andamento estremamente stabile, che mal si concilia con quello dei risultati economici.

Calcolando il rapporto tra i risultati economici ed il valore della produzione, si ottengono percentuali decisamente anomale. Nel 2015 l’utile netto è stato pari al 50,4% del valore della produzione! Un risultato che neanche i fondi speculativi si sognano di raggiungere. A questo risultato hanno contribuito positivamente per 8,1 milioni il saldo della gestione operativa (ricavi di produzione meno costi di produzione) e per 11,5 milioni i “proventi ed oneri straordinari”. Nel 2016 il rapporto tra utile netto e valore della produzione è sceso al 23,8%, percentuale comunque fantastica, che qualunque impresa sarebbe felice di conseguire. Questa volta tutto il merito sta nella gestione operativa, che ha generato un surplus, tra costi e ricavi di produzione, di 11,8 milioni. Nel 2017 la situazione si è ribaltata e l’esercizio economico si è chiuso con una perdita pari al 53,5% del valore della produzione! Valore monstre, questa volta in negativo. Le due voci che più di altre hanno determinato la perdita sono “svalutazione crediti”, per 16,8 milioni, e “sopravvenienze passive e insussistenza dell’attivo”, per 19,7 milioni.

La voce “svalutazione crediti” riguarda i crediti inesigibili o insussistenti, che nei conti economici 2015 e 2016 è stata valorizzata a zero euro. Una tale massa di crediti inesigibili o insussistenti non si è formata tutta nel 2017, ma in anni precedenti, ed è stata “ripulita” nel 2017 (da solo il contenzioso Edison 2008-2013 vale 14 milioni).

Discorso analogo per la voce “sopravvenienze passive e insussistenza dell’attivo”, la cui valorizzazione diventa plausibile solo ipotizzando gravi sottostime negli anni precedenti, anche se nel 2015 su questa voce sono già stati “scaricati” oneri per 30,5 milioni (solo 1,2 milioni nel 2016).

I dati di conto economico ora richiamati mostrato – sia pure per sommi capi – che i bilanci recenti del Comune di Termoli sono contrassegnati da giravolte e salti di notevole portata economica e finanziaria, che destano sconcerto ed andrebbero analizzati in maniera approfondita, in quanto indicativi di una gestione che potrebbe riservare ai termolesi amare sorprese.