Il pericolo del fanatismo religioso

Termoli giovedì 07 febbraio 2019
di Giuseppe Caruso
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TERMOLI. Le credenze religiose, ovvero quel bisogno istintivo di riconoscersi legati ad una qualche dimensione ultramondana, nasce con l'uomo e con la consapevolezza dei propri limiti, della propria condizione finita, che da sempre lo spinge a cercare la propria causa fuori da se, in un oltremondo, appunto, che in qualche misura possa rassicurarlo, confortarlo, giustificarlo, insomma: un credo.

E' dunque chiaro che quando si parla di religioni, dalle più antiche politeiste a quelle successive e contemporanee monoteiste, si tocca il punto forse più sensibile dell'animo umano, quello in nome del quale nel mondo si sono combattute e si combattono le guerre più sanguinose e durature, perché “il rovescio della medaglia” di una credenza religiosa, che dovrebbe invece servire ad unire le genti in una condizione di reciproco e amorevole rispetto, sta proprio nella lettura e nella interpretazione che se ne da dei propri rispettivi precetti, fino al punto estremo di cadere nel fanatismo, cioè nella prevaricazione violenta di tutti coloro che professino una diversa fede, un diverso credo, nel cieco convincimento di essere i soli depositari dell'unica “Verità” e dell'unico “Verbo” che dovrebbe dominare il mondo, e il fenomeno si fa maggiormente preoccupante proprio nelle società e negli Stati contemporanei sempre più multietnici e multirazziali, come peraltro è giusto e naturale che essi siano.

E allora non c'è altro modo per difendersi contro certe pericolose esasperazioni, che monitorare scrupolosamente questi fenomeni, di qualunque derivazione, così come peraltro viene puntualmente e quotidianamente fatto dalle Forze di Polizia di mezzo mondo, soprattutto per quelle fedi che legandosi a filo doppio con le leggi civili e penali di uno stato, spesso calpestano i diritti fondamentali degli uomini e soprattutto delle donne, senza contare gli efferati crimini che in tutto il mondo vengono quotidianamente perpetrati nel nome di questo o di quell'altro credo religioso, perché è vero che la libertà di culto, in tutte le sue forme di espressione, è sacrosanta e deve essere garantita e tutelata in ogni modo su tutto il pianeta, ma è anche vero che non si può abbassare la guardia contro l'estremismo, di qualunque estrazione, perché si sa, non tutte le religioni invitano a “porgere l'altra guancia” e a perdonare “gli infedeli”..., e coloro che non vedono o non vogliono vedere certi potenziali pericoli che possono annidarsi anche in manifestazioni di culto apparentemente innocue, arrampicandosi su un'alterata visione del principio di libertà, piuttosto dettata da modaiole istanze ideologiche che da una realistica percezione della realtà, semplicemente ignorano la materia di fondo, ignorano il diritto e ignorano la storia dell'uomo, soprattutto quella dell'occidente e mediorientale degli ultimi duemila anni circa, che più ci riguarda.

Quindi “bando alle ciance” fuori luogo e ai “falsi pudori”, quello di stare sempre attenti e vigili su ciò che accade intorno a ciascuno di noi, anche segnalando e denunciando alle Autorità di pubblica sicurezza situazioni che possano in qualche misura destare preoccupazione, non deve essere visto come fosse chissà quale sorta di affronto alle altrui libertà fondamentali ma al contrario, come un atto di responsabilità e di senso civico, proprio a tutela e a garanzia delle libertà di ognuno e della pacifica convivenza tra culture religiose diametralmente opposte, nelle loro rispettive formulazioni.

Giuseppe Caruso