Ho perso un amico

Quando una comunità non tutela i suoi abitanti diviene non complice degli avvenimenti ma oso in maniera diretta e chiara affermare che ne è responsabile.

martedì 22 settembre 2020
di La Redazione
Pilkington
Pilkington © TermoliOnLine

TERMOLI. La scomparsa dell’impiegato 60enne alla Pilkington, a causa del Covid che lo ha stroncato nel reparto di terapia intensiva di Pescara, ha scosso molto l’opinione pubblica e anche una assidua lettrice di Termolionline, Rosaria Verini, amica della vittima.

«Quando una comunità non tutela i suoi abitanti diviene non complice degli avvenimenti ma oso in maniera diretta e chiara affermare che ne è responsabile.

Mi chiedo in piena pandemia in cui lo stato di emergenza non è mai venuto meno perché ogni amministrazione comunale, ogni figura alta a livello regionale non ha imposto limiti là dove giornali o comuni cittadini hanno ripetutamente segnalato assembramenti, assenza dei Dpi quali mascherine ed igienizzante nonché il mancato controllo dei locali super affollati che hanno permesso ogni tipo di ammucchiata.

Leggo ogni giorno il livello di contagio crescere.

Focolai dappertutto, sono spesso giovani asintomatici a portare in casa il nostro amico Covid-19.

Sono state permesse vacanze fuori dal Paese, serate danzanti da parte di personaggi illustri e non.

Sicilia, Sardegna con numeri che si contavano sulle dita di una mano nonché il Molise oggi a sfornare positivi, tamponi, asintomatici, chiusure aule, chiusure giudice di pace, case di riposo in quarantena, bimbo di appena 5 anni ricoverato… etc. etc.

L’estate è una bella stagione, si va al mare, si cena fuori, si viaggia.

Ho perso un amico, è vero aveva già qualche problema e non c’è l’ha fatta.

Nella comunità di appartenenza nessuno, ripeto nessuno, ha informato il paese di quanti casi positivi sono presenti allo stato attuale.

Non si tratta di violare la privacy si tratta di tutelare chi sta bene, non servono i nomi basta sapere quanti!

Le manovre politiche, l’economia, valgono più della vita a quanto pare.

Non è chiaro che se non conteniamo i focolai e non ci mettiamo in testa che in questo momento dobbiamo rimandare o ridurre al massimo ogni incontro la pagheremo cara e visto che non siamo tutelati come vogliono farci credere è nostro dovere farlo!

Ci è stato chiesto di “convivere” con il virus, ci è stato detto come, ma si tace su chi è ai domiciliari e come sta accadendo in qualche condominio Larinese qualche positivo entra ed esce di casa come se niente fosse a discapito di chi gli capita accanto.

La vita, la salute, sono beni preziosi e vanno tutelati e protetti, specie da chi non ha alcun rispetto per se e per il prossimo.

Sulle elezioni non mi esprimo ,ci sarebbe da scrivere un romanzo, come può uno stato in piena pandemia permettere un referendum me lo chiedo ancora.

Si possono chiudere attività, locali, aule di scuola, fabbriche ma il referendum deve esserci perché alcuni possano vantare di essere meglio di altri e continuare a rivestire il proprio incarico, mi fermo a riguardo poiché il mio parere non conta».