«Non farmi avere più brutte notizie»

mercoledì 25 novembre 2020
di La Redazione
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TERMOLI. Care amiche, oggi è il 25 novembre ed è la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Ho pensato di scrivere ad un amico e di farvi partecipi del suo contenuto.

Buona lettura.

Caro amico, eccomi qui, dopo un anno esatto, a scriverti nuovamente. Le notizie che mi arrivano quotidianamente, da tutti i mezzi di informazione, mi dicono che la situazione non è affatto cambiata. Contini ad avere i tuoi soliti scatti di ira che, puntualmente, trasformi in violenza. Ma la cosa più grave è che la scarichi verso chi non sa difendersi. Non per questo se venissero rivolti a chi sa difendersi, potrebbero essere giustificati. Non bisogna mai arrivare a questo punto. Trecentosessantacinque giorni passati inutilmente. Ieri ho scritto a Maria, Elisa, Daniela, Anna, Paola, Gino, Marianna, Antonietta, Laura, Sara, Domenica, Lucia, Patrizia, Veronica… chiedendo ancora scusa per la pugnalata, la pistolettata, lo strangolamento, l’acido e tutte quelle forme violente di violenza. Ho chiesto perdono per la prepotenza, sopraffazione, brutalità, furia, prevaricazione, sopruso ed irruenza che hanno subito. Ed ho ricordato loro, ma, allo stesso tempo, lo ricordo a te, di tutte quelle DONNE che non ce l’hanno fatta e che nessuno potrà mai riportarle in vita. Spero che siano la luce che ti illumini.

Ma ti rendi conto che sono costrette a rinchiudersi, e molto spesso a ghettizzarsi. Ti accorgi che sfiorano la misandria che sfocia in misantropia. Ti esorto, nel momento in cui vieni travolto dall’ira, di aprire un qualsiasi libro ed iniziare a leggere. Si, perché oltre alla conoscenza, la lettura sviluppa il pensiero, la riflessione e l’armonia dell’animo. E quello stato psichico che ti annebbia il cervello si dissolverà. Vedrai, imparerai al usare le parole al posto di quella stupida dimostrazioni di mascolinità. Alle Donne, lo stereotipo del macho piace per lo stesso tempo che ci impiegano a consumare un aperitivo. Dopo sono alla ricerca di chi le capisce, le sussurra parole dolci, di chi nota quei piccoli cambiamenti che fanno per piacere a te. Hanno bisogno di sostegno, aiuto, poesia. Cercano in te il completamento a se stesse e non il loro carnefice. Ti prego, anzi ti scongiuro, nei prossimi mesi non farmi avere più brutte notizie. Rileggi spesso questa esortazione. Con grande affetto, la tua coscienza.

Ettore Fabrizio