Postura e invecchiamento

Termoli Doc
venerdì 30 aprile 2021
di Dott. Umberto Di Cesare
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L’invecchiamento è un processo fisiologico che coinvolge in modo globale il corpo umano, esso crea cambiamenti negli organi e negli apparati e di conseguenza ci sono modifiche sulle loro funzioni. Questi fenomeni possono modificare gli equilibri dei vari circuiti corporei e tra i tanti, uno dei principali effetti è quello di condizionare la postura.

Il primo risultato di un cambiamento posturale è la riduzione della stabilità, dell’efficienza fisica e dell’equilibrio, con un aumento progressivo del rischio di cadute strettamente correlato all’avanzare dell’età. Le cadute infatti sono al primo posto come causa di infortuni tra gli anziani (aumento elevato dopo i 65 anni), al secondo posto troviamo gli incidenti autostradali.

Da qualche anno quella che si tende a definire è una vera e propria sindrome di instabilità posturale, ormai argomento di particolare importanza visti i suoi rapporti con conseguenze come fratture, disabilità, istituzionalizzazione e un considerevole aumento della spesa sanitaria

Dai dati epidemiologici dell’European Network For Savety Among Elderly rilevano circa 105.000 casi di infortuni mortali per anno tra i cittadini anziani in Europa.

Ogni giorno 15.000 anziani vanno incontro ad incidenti abbastanza severi da richiedere l’assistenza medica. Di questi 5.500 necessitano di ricovero ospedaliero e 275 decedono dopo poco tempo. Diverse centinaia non fanno ritorno nelle proprie abitazioni per istituzionalizzazione in case di cura.

La proporzione tra i soggetti anziani in Europa è in costante crescita. Si registrano circa 40.000 morti in seguito a cadute tra gli anziani nelle regioni europee.

La realizzazione di qualunque gesto motorio, ad esempio camminare, alzarsi e sedersi dalla sedia, salire e scendere le scale, richiede la perfetta integrazione funzionale tra Sistema Nervoso Centrale, Sistema Nervoso Periferico, strutture tendinee, muscolo scheletriche e articolari. Svolgono inoltre una funzione fondamentale alcuni recettori posturali come: occhi, bocca, piedi, orecchio interno.

Ad esempio dopo i 50 anni di eta’ si assiste a dei cambiamenti come il declino dell’acuità visiva, della sensibilità e dell’adattamento oculare buio/luce, della percezione del senso di profondità, con suscettibilità a sviluppare patologie (Cataratta, degenerazione maculare, glaucoma, retinopatie, presbiopia). Stessa sorte tocca all’orecchio interno e ai nostri piedi, i quali cambiano nel tempo e tendono a lavorare ed interagire con meno precisione (deformazione dell’appoggio podalico, metatarsalgie, alluce valgo, ipoacusia).

I nostri muscoli infine, sono gli esecutori di tutto il sistema corpo, ovvero esprimono ciò che siamo capaci di fare nella vita quotidiana: la forza muscolare è solitamente mantenuta fino alla quinta-sesta decade di vita per proseguire con una accelerata perdita fino al 50% nell’età di 80 anni.

Secondo vari studi il decremento della forza non è uniforme in tutti i gruppi muscolari ed il deficit si rende evidente solo quando viene richiesta una piena capacità muscolare, che nel cammino si verifica nel tricipite surale (flessore plantare della caviglia) ovvero durante la fase propulsiva del passo. Il nostro modo di camminare nel tempo tenderà a cambiare, in particolare si verificheranno una serie di adattamenti fisiologici in base alla nostra condizione fisica e mentale:

  • riduzione della dorsi-flessione del piede, con passo radente il pavimento
  • busto proteso verso l’avanti
  • riduzione della estensione dell’anca
  • passo più corto e base di appoggio più larga
  • camminata più lenta

Camminare è bene, camminare bene è meglio! Cosa fare allora?

Per contrastare questi cambiamenti è indispensabile svolgere una adeguata attività di movimento, con l’obiettivo di allenare i nostri muscoli, stimolando la capacità propriocettiva delle nostre articolazioni e la coordinazione motoria.

Per informazioni vi aspettiamo in Via Inghilterra 45, Termoli.