Sulle ‘multe’ tutto è previsto e predisposto

Veicoli al crocevia
lunedì 05 luglio 2021
di Claudio de Luca
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Multe agli automobilisti
Multe agli automobilisti © Web

I dati diffusi sulle violazioni stradali in Molise dicono che sia urgente garantire “l’utilizzo di almeno il 50% dei proventi delle multe per favorire mobilità e sicurezza”. In effetti, l’art. 208 Cds già dispone che i proventi delle sanzioni debbano essere destinati in tale misura al miglioramento della mobilità cittadina; dunque certe esortazioni sarebbero inutili. Tanto più che la norma è ancora più puntuale nella sua enunciazione quando dispone che queste somme possono essere impegnate pure per assunzioni stagionali di Vigili urbani (a progetto), al potenziamento ed al miglioramento della segnaletica; alla redazione dei piani urbani del traffico e di quelli per la viabilità extraurbana nonché alla fornitura di mezzi tecnici per i servizi di polizia locale Le entrate in questione possono essere applicate anche alla realizzazione di interventi relativi alla mobilità ciclistica; e, in misura non inferiore al 10%, ad iniziative da attuare per la sicurezza stradale a tutela di bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti.

Da un punto di vista tecnico-contabile, derogando al principio di unità (che pretende di destinare indistintamente alle spese tutte le entrate iscritte in bilancio), l’estensore del Codice stradale ha introdotto un vincolo di specifica finalizzazione dei proventi in esame al fine di correlare parte delle somme ad interventi di miglioramento della mobilità locale. Perciò ha voluto espressamente che i documenti contabili debbano comprendere la corretta rappresentazione dei proventi delle sanzioni stradali con evidenziazione, per la parte vincolata, degli appositi capitoli di spesa correlati alle voci di entrata. Per di più ha preteso l’adozione di un’apposita deliberazione giuntale che, in sede di predisposizione dei documenti di programmazione e contabili, definisca, per ciascuna tipologia prevista, le quote soggette a vincolo, invitando a trasmettere il tutto ai Ministeri delle infrastrutture, dei trasporti e dell’interno per rendicontare il movimento ed i saldi relativi ai proventi. Nella sostanza, la “ratio legis” dell’art. 208 consente: il perseguimento della finalità di accrescere la sicurezza sulle strade, imponendo alle Amministrazioni di utilizzare le risorse derivanti dall’accertamento di violazioni per effettuare interventi ‘ad hoc’, sia attraverso l’educazione degli utenti sia per il tràmite di interventi diretti a rendere più sicuro l’utilizzo delle vie pubbliche; di perseguire un fine di natura contabile, sotteso a garantire gli equilibri di bilancio, evitando che possano essere destinate a spese correnti (di natura stabile e ricorrente) entrate che – invece – sono tendenzialmente aleatorie ed incerte nel loro ammontare.

Naturalmente tali proventi sono di “natura eccezionale e straordinaria” in quanto non correlati ad alcuna previsione normativa che assicuri flussi costanti e periodici in entrata ma semplicemente influenzati dalla presumibile predisposizione degli automobilisti a trasgredire. Tutto ciò posto, si può solo osservare che in Molise, oramai “orfano” di addetti alla vigilanza stradale comunale, siamo ben al di sotto della media nazionale concernente le “multe”. Si vuole che ciascuna risorsa umana che vesta l’uniforme debba riportare in Ufficio quantomeno un preavviso al giorno, ma purtroppo questo non avviene. I numeri cominciano con l’avere una certa consistenza solo a Campobasso, in Isernia ed a Termoli.

E così un tempo il capoluogo molisano si avvicinava ai 200mila accertamenti su strada. Dal suo canto il Comune di Isernia aveva previsto di utilizzare i suoi proventi per le spese e la manutenzione della segnaletica, per l’acquisto di beni e prestazioni di servizio per le attività della Polizia locale, per l’acquisto di mezzi tecnici e di attrezzature, per il sistema di videosorveglianza e di telecontrollo, per l’acquisto di beni per la manutenzione delle strade di proprietà, per lo svolgimento nelle scuole di corsi didattici finalizzati all’educazione stradale. E poi ancora per le misure di assistenza e di previdenza per il personale, per il potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e stradale, inclusi i servizi notturni; quindi al miglioramento della circolazione ed al potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e alla sicurezza stradale.

Claudio de Luca