Orienteering al borgo vecchio di Termoli: sport, cultura e software

Altri Sport
domenica 05 settembre 2021
di Eliana Ronzullo
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Orienteering al borgo vecchio
Orienteering al borgo vecchio © Termolionline

TERMOLI . Le previsioni meteo non proprio favorevoli non hanno scoraggiato i quasi cinquanta insegnanti che hanno partecipato al corso di aggiornamento e formazione su "Orienteering scolastico. Sport tra cultura e software", che si è tenuto sabato 4 settembre presso il Castello Svevo di Termoli.
Una iniziativa promossa dal MIUR, dalla Delegazione regionale FISO Molise (C. Ronzullo, F. Passarella, D. Patullo della società molisana di Orienteering ASD Doppiopasso), in collaborazione con i tecnici Federali della FISO Abruzzo (V. Di Cecco, E. Maddalena , G. Meta, AM Grifone), grazie al patrocinio del Comune di Termoli, a Giuseppe Savino e all'ingegnere F. Pilla per la loro disponibilità, e soprattutto all'assessore allo Sport, Cultura e Turismo Michele Barile sempre molto sensibile a iniziative di questo tipo che valorizzano le attività sportive e l'attrattiva del territorio.
Abbiamo avuto così anche a Termoli la possibilità di conoscere e apprezzare questa disciplina che a differenza di quanto immaginassimo non è per nulla nuova.
Infatti, come ci ha spiegato brevemente il professore Christian Ronzullo si tratta di una vera e propria categoria sportiva nata in Norvegia verso la fine de XIX secolo, che consiste sinteticamente, nel dover completare nel più breve tempo possibile un percorso, nel quale sono presenti un determinato numero di punti di controllo, chiamati “lanterne”, nei quali gli atleti testimoniano il loro passaggio grazie a tecniche di punzonatura elettronica.
Sono infinite le varianti che possono essere applicate, perché oltre le diverse discipline tra cui la corsa(CO), lo sci(sci-o), Mountain bike (mtb-o) e l'orientamento di precisione (Trail-O), possono essere decise anche le mappe in base al tipo di approccio didattico che si vuole definire.
Quest'ultimo punto si sposa molto bene con quello che è definito l'universo scuola perché a secondo della mappa il percorso può trascendere da un valore puramente naturalistico e arrivare anche a un contesto cittadino e di valorizzazione del territorio e beni culturali.
Enormi sono quindi i vantaggi che si possono trarre da questo sport che spaziano tra un accrescimento di tipo motorio, mentale, scientifico, culturale, geografico, e non ultimo di orientamento spaziale.
Infatti, come chiarisce il professore, non è un percorso prestabilito, e ogni atleta in base alla mappa definisce la strada da percorrere essenzialmente su proprie valutazioni personali.
In conclusione possiamo dire che si allenano la mente e il corpo.
E' così oggi i cinquanta corsisti, per lo più insegnanti molisani, ma in parte provenienti anche da Puglia, Abruzzo, Marche, Toscana e Lazio, nel pieno rispetto dell'ultimo DPCM per la pandemia Covid 19, forniti di una mappa e di una bussola, hanno potuto godere del nostro splendido borgo medievale e di una sana e divertente competizione all'aria aperta.
Vorremmo concludere con alcune considerazioni su ciò che è, o meglio, dovrebbe essere lo sport, fatte “fuori intervista” dal professore, e che vogliamo condividere con voi perché riteniamo ci possano essere di insegnamento.
Fare sport non deve fondarsi sull'idea di successo, bensì sull'idea di dare il meglio di sé, di decidere e di assumersi delle responsabilità, perché quest'ultime non vanno evitate, ma piuttosto cercate ed abbracciate,  saranno loro infatti, nel momento opportuno a darci quella forza in più che ci serve per andare avanti e perché no, anche a vincere, un giorno.