Campione di Francia nel volley femminile, a tu per tu col giovane fisioterapista Luigi Carriero

Volley
venerdì 20 agosto 2021
di La Redazione
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Luigi Carriero
Luigi Carriero © Termolionline

CAMPOMARINO. Luigi Carriero, classe ’93, è un giovane campomarinese che lo scorso anno ha lasciato l’Italia per approdare in Francia. Grazie alle sue lauree, in biologia e fisioterapia conseguite ad Ancona, il suo tutor l'ha messo in contatto con l'allenatore Salvagni, che gli ha proposto di lavorare come fisioterapista, appunto, in Francia, al Mulhouse, con cui è diventato campione transalpino nel massimo torneo femminile di pallavolo. 

Grazie alla sua tesi sulla plasticità neurale abbinata agli atleti di pallavolo professionisti, le porte per Luigi si sono aperte. Un trampolino di lancio importante che lo ha portato oltralpe.

“Appena arrivato mi sono sentito subito a mio agio- dice ai nostri microfoni- non ero abituato a certi livelli e certi atleti. Avevo lavorato con atleti non professionisti, la sfida più grande è stata la lingua, districarmi tra inglese e francese ma alla fine è andata bene e il club mi ha accolto davvero bene”.

Il club di volley femminile ha vinto la coppa di Francia e il campionato francese e “ne sono orgoglioso. Mi hanno chiesto di continuare a lavorare con loro anche per questo anno. Qui i contratti sono a scadenza annuale, sia per i tecnici che per gli atleti”.

Il club in questione è la prima volta che si affida a un fisioterapista di riferimento e lo inserisce nell’organico.

“Per me questo significa tanto- ha affermato Luigi- oltre a una grande opportunità, è un immenso piacere, a livello di crescita personale e lavorativa. Durante quest’anno ho sempre cercato di dare il meglio e il massimo insieme a tutto lo staff e agli atleti”. E se una nuova proposta di lavoro c’è, questo significa che davvero i sacrifici di questo giovane ragazzo sono serviti.

Le atlete della pallavolo provengono da varie parti del mondo, uno scambio culturale che serve a crescere e serve ad abbattere quelle barriere che, nell’ultimo periodo, si sentono troppo spesso.

“Quando sono arrivato, le atlete avevano già alta stima di me, perché quando si parla di pallavolo e di Italia c’è davvero tanto rispetto. Ho cercato di gestire anche la parte psicologica poiché in tempo di Covid le ragazze avevano modo solo di allenarsi e poi tornare a casa. Ho cercato di dare supporto morale. Come si dice in latino mens sana in corpore sana, se la mente sta bene anche il corpo lo è”.

Così come in Italia anche la Francia ha pagato lo scotto della pandemia. Le partite sono state effettuate a porte chiuse, senza pubblico e, soprattutto, senza la tifoseria del pubblico. La società ha dato loro delle direttive da seguire, protocolli rigidi soprattutto per quanto è riguardata la Champions League in Polonia e Bulgaria. In questi casi le restrizioni sono state ancora più rigide, “la spesa, ad esempio, veniva consegnata a casa, nessuno poteva uscire”.

Test molecolari per controlli con la fortuna di non aver nessuno contratto il virus.

Il campionato femminile di pallavolo in Francia vede la partecipazione di circa 14 squadre, numero che, però, ogni anno può cambiare in base alle varie retrocessioni.

“Il mondo dello sport è affascinante, mi piacerebbe un giorno lavorare in Italia per qualche club italiano. Come si dice, ti fai le ossa fuori, cresci, ti fortifichi e fai esperienza e poi vorresti tornare da dove sei partito. Appena laureato a fine 2019, ho lavorato per degli studi, ma come sappiamo il Covid ha bloccato tutto. Fortunatamente, poi, è arrivata questa chiamata e il 28 luglio 2020 sono partito per la Francia”.

l’11 agosto sono ripartiti gli allenamenti, “l’allenatore Salvagni è molto conosciuto nell’ambiente della pallavolo poiché ha anche un suo podcast inerente proprio a questo sport: Coach factor. Io mi sono trovato subito bene con lui. Gli allenamenti sono iniziati e le ragazze si troveranno ad affrontare la prima partita della Super Coppa contro Besier, il 2 ottobre”.