Automotive ancora nevralgico per la tenuta socio-economica, la Regione che dice?

Il motore mer 19 gennaio 2022
Editoriale di Emanuele Bracone
1min
Lo stabilimento Fca-Stellantis di Termoli ©Termolionline.it
Lo stabilimento Fca-Stellantis di Termoli ©Termolionline.it

TERMOLI. La visita del Ceo di Stellantis Carlos Tavares allo stabilimento di Termoli, a 24 ore dalle dichiarazioni contenute nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha riproposto prepotentemente alla ribalta non solo la questione legata al progetto della Gigafactory, che proprio a Termoli dovrà allocarsi entro il 2026, ma più in generale la presenza e la competitività degli insediamenti produttivi del gruppo tenuto a battesimo da un anno, con la fusione tra Fca e Psa. Il 2021 si è chiuso con Stellantis al secondo posto in Europa, con una vendita di 2.378.979 veicoli, in calo dell’1,6% rispetto al 2020 e sicuramente hanno inciso e non poco le mancate forniture dei semiconduttori. Prima solo la Volkswagen, che col 25% ha ridotto di 0,6 punti il divario con Stellantis, ferma al 20,2%. Terza posizione per Renault, ma con il 9,3% delle quote di mercato.

Una statistica che al netto delle difficoltà di rispondere ed evadere agli ordini, causa le forniture mancanti, evidenzia quanto strategica possa essere l’integrazione avvenuta su volontà di Tavares ed Elkann.

Resta il nodo della tutela dei livelli occupazionali in Italia.

Sicuramente di questo si parlerà nel briefing in programma alle 14.30 in fabbrica, oggi a Termoli, dove le parti sociali si confronteranno con Tavares e il suo team.

Ma in questo contesto, al di là degli impegni formalizzabili col Governo, per sostenere coi fatti e i fondi la transizione ecologico ed energetica nel comparto dell’automotive, architrave dell’industria manifatturiera in Italia e in Molise, ci pare assente l’attore politico regionale.

Da mesi e mesi langue la richiesta di apertura di un tavolo di confronto regionale da parte della Fiom-Cgil e nell’occasione della posa della prima pietra del Termoli Plant non possiamo che rivendicare un momento di analisi e di attenzione particolare per un settore così nevralgico per la tenuta del tessuto socio-economico molisano, legato anche all’indotto e al sito della Sevel. Migliaia di posti di lavoro vitali.

Le infrastrutture sono la partita collaterale principale per cogliere le chance di sviluppo, ad esempio, in un percorso integrato tra progettualità nazionali e locali. Non ci si può limitare solo alla partita del trasporto pubblico, ad esempio, come interessamento delle istituzioni.

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