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Tra sogno e realtà dem: il Ministro De Vincenti porta in dote democrazia, metodo e progetti

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TERMOLI. La terza tappa del tour cittadino compiuto ieri dal Ministro per la Coesione territoriale e del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti è stata vissuta nella sala conferenze del circolo della Vela di Termoli, a Rio Vivo. Un incontro dai vari risvolti, politici, istituzionali e di contatto col territorio, moderato dalla segretaria dem Micaela Fanelli. Accanto a lei, oltre al Ministro, il governatore Paolo di Laura Frattura, il sindaco di Termoli Angelo Sbrocca e l’onorevole Laura Venittelli. Dopo l’introduzione della Fanelli, è toccato proprio al primo cittadino aprire la serie degli interventi, con una relazione che ha disegnato la città del futuro. «Termoli, come Lei può vedere, è una bellissima città affacciata sul mare Adriatico ma che da sola non può essere oggetto di un’idea di sviluppo concreto e moderno. Ciò che stiamo cercando di fare, e non nascondiamo le difficoltà nel farlo,  è quella di programmare uno sviluppo, non solo economico, unitamente alle altre cittadine della costa molisana e di quelle dell’immediato entroterra.

Riteniamo che uno sviluppo sostenibile e di sistema sia non solo il futuro per il nostro territorio ma per tutta la regione Molise e per tutta l’Italia. Noi, purtroppo siamo indietro, ma questo ritardo si può trasformare, se ne saremo capaci,  in un vantaggio. Abbiamo 34 chilometri di costa molisana con tre porti turistici, borghi bellissimi, una eccellente enogastronomia ed un mare pulito, ricco di flora e di fauna marina.  Non a caso la nostra Amministrazione ha dato vita al marchio “Costa dei Delfini”  il cui nome non è una invenzione comunicativa ma rappresenta semplicemente l’identificazione di una costa dove spesso è possibile vedere delfini talvolta anche nel mare cittadino. Un cluster  di Comuni questo che vede la partecipazione di Termoli, quale Comune capofila, ed altri otto comuni quali  Montenero di Bisaccia, Campomarino, Petacciato, Guglionesi, San Giacomo degli Schiavoni, Montecilfone, San Martino in Pensilis e Portocannone, che si sono uniti per promuovere il nostro territorio.

La Costa dei Delfini, anche grazie al Patto per il Molise, ci consentirà ancor di più di fare sistema turistico, con tutto il territorio costiero e con l’entroterra attraverso l’attivazione di una strategia programmatica ed una programmazione adeguata. Signor Ministro Termoli e la Costa dei Delfini è nord del mezzogiorno ma è anche sud, rimasto isolato dalle logiche di innovazione e di investimenti da parte del Governo centrale. Per questo abbiamo una forte necessità di tante cose ma in particolare di nuove infrastrutture e, quando parlo di infrastrutture voglio intendere quelle infrastrutture che consentono una migliore ricettività sfruttando i tessuti urbani esistenti ed una mobilità sostenibile che vede protagonisti i nostri porti turistici, il porto regionale di Termoli, le ciclovie, le strade ferrate ecc.. Occorre fare diventare il nostro territorio sempre più attrattivo per un turismo italiano ed europeo che chiede sempre maggiori servizi ed un ambiente incontaminato. Fortunatamente questa nostra visione viene condivisa anche dalla Regione Molise e dal Suo Governatore Paolo Di Laura Frattura che unitamente alla sua Giunta ed al nostro rappresentante parlamentare lavorano insieme a noi per il raggiungimento di questi obiettivi. Siamo tutti convinti che questo tipo di approccio, completamente diverso rispetto a quello che fino ad oggi si è tenuto porterà a risultati positivi.

Basta individualismi: vi è evidente necessità di fare sistema. Noi lo stiamo già facendo, lavorando in piena sincronia e sintonia con gli altri comuni e con la Regione, ci auguriamo, gentile Ministro di poter creare una rete virtuosa anche con il Governo centrale dove tutti collaborino con un unico obiettivo, quello del bene comune, quello dello sviluppo del Molise», questo uno dei passaggi più significativi enunciati da Sbrocca. Prima, a dire il vero, essendo un appuntamento targato Pd, erano intervenuti in forma di saluto anche i segretari di circolo e federazione, Antonio Sciandra e Pasquale Marcantonio, che hanno sollevato anche temi poi ripresi da De Vincenti a chiusura del dibattito, come il Cosib, ad esempio. A seguire il tema marittimo è stato ripreso dalla parlamentare Venittelli, che da responsabile nazionale pesca e acquacoltura ha ribadito tutte le ragioni che guidano a quell’Agenda Blu inserita da Renzi nella mozione congressuale, spaziando sulle opportunità di un’economia marittima integrata e sostenibile, puntando sullo snodo passeggeri per Termoli, vista la vicinanza coi Balcani. «Gli oceani sono la vera fonte di ricchezza», ha ribadito la deputata termolese, che poi ha rivolto al Ministro un accorato appello sui Centri per l’impiego, per riuscire a portare a casa la salvaguardia dei precari rimasti fuori dalla ciambella del mille proroghe.

A questo punto si è aperto il dibattito, con gli interventi di Franco Fiardi, Gino Di Bartolomeo e Tecla Boccardo: rapporto coi cittadini dal punto di vista delle istituzioni, senso della storia e rilancio produttivo e occupazionale i temi trattati. Quindi, il gran finale, con il governatore Frattura e il Ministro De Vincenti. Il presidente del Molise non l’ha mandata a dire e per azzittire i “soliti gufi” ha ripreso in mano quella che è stata la sua eredità, un territorio devastato da opere incompiute, con strade che finivano nel boschetto. Una miopia verso lo sviluppo ferroviario e una fantomatica Termoli San Vittore, puntando invece sul progetto da lui portato a esecuzione della metropolitana leggera e della cosiddetta Nagnina, ossia il tracciato da Migliano Montelongo alla variante di Venafro. Frattura ha evidenziato anche lo sforzo compiuto per la cessione della Gam ad Amadori nella filiera avicola. «Abbiamo dimostrato di essere Regione attenta e sensibile, e ora accompagneremo anche in ricollocati. Non regaliamo milioni di euro e siamo consapevoli dell’importanza del rapporto tra istituzioni e cittadini, coi sindacati a farci da pungolo e le imprese che cominciano a crederci. Turismo, ambiente, dissesto idro-geologico, agricoltura, tutti settori toccati con risultati positivi e con programmazioni in itinere, perché «Non è così nera come tanti fanno notare. La nostra è una economia legata al terziario pubblico e c’è ancora molto da fare per svincolarcene progressivamente, ma abbiamo il migliore saldo attivo di imprese under 35 e auto impiego.

Il vero dramma, oltre alla disoccupazione, dove siamo la regione con miglior performance del Sud, è quello del rischio di povertà e indigenza e su questo grazie al Governo Renzi per i soldi avuti da distribuire agli ambiti sociali. L’ultimo esempio è stata la Fca, che con Marchionne ha deciso di investire 500 milioni di euro, quando dal 2009 in avanti non ne aveva programmati altri». A chiudere il dibattito il Ministro De Vincenti, che ha risposto a tutti gli spunti, mostrando attenzione su quanto udito al circolo della Vela. «Non stiamo rintanati: c’è una rivoluzione da fare, partendo dalla riforma della Pubblica amministrazione. Anche i patti per il Sud sono un modo nuovo di rapportarsi tra istituzioni e cittadini. Non siamo già riusciti a risolvere il problema, siamo indietro, ma è un punto chiave del programma, ossia recuperare più di 20 anni di ritardi, compito difficile, serve metodo e determinazione, giorno per giorno, senza bacchetta magica e dobbiamo spingere tutti a farlo». De Vincenti cita gli accordi di programma e le aree di crisi per il Molise come strumento di incentivazione alla ripresa, seguiti in prima persona assieme al collega del Mise Carlo Calenda. «Il rischio desertificazione c’è, ma abbiamo segnali di ripresa dell’economia. La “Nuttata” non è ancora passata, ma vediamo il biancore dell’alba. Il Patto il Molise serve a questo, guardando a una Tirreno-Adriatico con Molise area integrata. Le priorità ce le dovete dire voi, così abbiamo messo insieme le risorse su 3 livelli: Ue, Stato, Regione, facendo nascere un sistema di governance dove ci controlliamo a vicenda e a breve avremo un punto unico di presentazione dello stato di avanzamento del Patto per il Molise. La Regione sta lavorando bene, con metodo». Infine, la stoccata politica: «La Mozione Renzi racchiude il senso di tutto questo, aderire alle pieghe della società, stando sui problemi delle persone, interagendo e cercare insieme le soluzioni. Questa è la risposta al populismo, che una verità la detiene, insoddisfazione verso le istituzioni. La ribellione populista si deve cogliere, in ogni ambiente.

Ma il rovescio del populismo è che ognuno pensa con la propria testa e non esiste democrazia plebiscitaria, tante persone che tifano per l’unico che gioca, la democrazia è tutti in campo che giocano, articolata», parte da lontano De Vincenti, ma poi arriva al punto focale: la demolizione del grillismo, che viene definito come inqualificabile. Il sogno è una democrazia che pervada la società in ogni ambito, l’architrave del programma messo a punto al Lingotto.

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