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“Uno scrittore a cena”, è il momento di parlare con Giuseppe Elefante foto

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TERMOLI. L’associazione Culturale ‘Sopra Le Righe’ nell’ambito della rassegna termolese “Uno Scrittore a cena 2017”, ha invitato a partecipare ad un aperitivo letterario tenuto a Termoli, presso la Taverna del Porto, lo scrittore Giuseppe Elefante con il suo libro “Il Dio Del Mare”.

È stata l’occasione per conoscere più da vicino lo scrittore al suo esordio letterario che è anche un grande esperto di sigari e di storia militare.

Gli abbiamo fatto così alcune domande per conoscere meglio il suo recente lavoro: “Il mio è un romanzo di formazione e racconta la storia di un ragazzo del sud e di modeste origini che diventa ufficiale della Regia Marina, quindi la storia si svolge dalla fine dell’’800 fino al 1945 ed è un susseguirsi di situazioni che il ragazzo vive nel corso del suo cammino di formazione professionale e in quello umano di crescita dove si inserisce nel contesto delle vicende storiche del periodo, come la Seconda Guerra Mondiale; nel corso del tempo le sue idee tendono a mutare inevitabilmente, quelli che erano stati i suoi ideali lo portano a riconsiderare fondamentalmente tutto il modo di vedere la vita stessa. Nato con i valori della lealtà, della correttezza e con il desiderio di offrire un contributo valido ad un paese che possa migliorare, si accorge in seguito che la storia va in modo diverso e purtroppo la tragedia della guerra non gli fa comprendere al meglio la realtà”.

Una storia del passato che però pare abbia molte affinità con quanto invece succede oggi?

“Assolutamente si, il libro nasce per il mio amore per la storia militare e per la storia navale però durante la stesura del romanzo, esso è diventato una specie di mosaico di quello che è stata la storia d’Italia fino al 1945, una storia che ha delle analogie impressionanti con la storia attuale di questo paese.

Quindi è possibile riconoscere in alcuni passaggi del manoscritto alcune vicende che attualmente affliggono il nostro paese”.

Il mare allora che ruolo ha nel suo libro?

“Il mare ha assolutamente un ruolo centrale e solo chi lo “vive” al meglio, può comprendere le ragioni e il modo di pensare del mio protagonista perchè ha innati in sè sentimenti quali lo spirito di altruismo, di solidarietà verso il prossimo, di lealtà verso i compagni ed esso serve proprio ad alimentare queste sensazioni; quindi ecco che il mare diventa una divinità, grazie alla sua imprevedibilità e capricciosità e riesce a far comprendere all’uomo come sia necessario essere fedele ai propri principi di fratellanza e onestà”.

 

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