La nostra idea: collaborare, condividere e aggiornare

Le nostre testate forniscono informazioni e servizi a misura di cittadino.

Un'attività editoriale, questa, che i nostri lettori percepiscono come veramente utile perchè capita e, soprattutto, vicina.

Chi siamo

Termoli Online

Perché Termoli

Termoli, principale sbocco a mare del Molise, diviene, ogni anno di più, accogliente centro di soggiorno turistico e attraente meta turistica. Mare pulito , ampie spiagge dalla sabbia fine, attrezzature turistico- ricettive di qualità, patrimonio urbanistico ed artistico affascinante, porto con possibilità di imbarco per le splendide isole Tremiti, stagione estiva densa di appuntamenti ricreativi e culturali, ne fanno una meta ideale per il turista attento.

Il Nome e le Origini

Molte ipotesi e nessuna certezza sull’etimologia del nome e l’origine della città. Da Terma o Termine? In questo caso l’origine del nome sarebbe greca e significherebbe “città di confine”. In questo caso il nome potrebbe ssere stato assegnato alla città dai Padri benedettini di Montecassino, che ne furono signori, come al “Terminus” dei vasti possedimenti della famosa Badia, oppure in quanto “termine” dell’Apulia ai confini con l’Abruzzo.

Da In-teramnia? Cioè inter-amnes ovvero “situata tra due fiumi”. I fiumi potrebbero essere Il Trigno ed il Biferno. Da Termule (Thermulae) per la presenza, peraltro non dimostrata, di acque termali nella zona.

Oppure Termoli corrisponde all’antico centro di Buca ? Quest’ultima ipotesi sembra allontanarsi, alla luce di recenti studi che collocano Buca più vicina al fiume Biferno. Certo è che dal secolo XVII la cittadina veniva citata indifferentemente come “Termine” o “Termini” e dal XVIII come Termoli.

Gli scavi archeologici degli anni settanta alla periferia di Termoli hanno confermato comunque che l’area era popolata , almeno dal VI secolo a.C. dai Frentani e che numerose furono le frequentazioni con i vicini meridionali i Dauni e quelli occidentali e settentrionali, rispettivamente Piceni e Sanniti. Confermata anche la presenza romana dai resti di ville rustiche rinvenuti in zona.

La Storia 

Pochi i documenti archeologici e storici per il basso medioevo, ritroviamo Termoli nel Ducato di Benevento (fondato nel 571) in epoca longobarda . Per un breve periodo di tempo fu capoluogo di una delle 34 Contee del Ducato. Nel 801 era inserita nella Contea di Chieti e nel Ducato di Spoleto. Numerose e documentate le scorrerie subite dai pirati saraceni (827 ,842 , 851, 937, 947). E’ documentato nel Registro di Pietro Diacono che la cittadina tra il 987 e il 988 era città portuale di un certo rilievo, soprattutto per il commercio cerealicolo e che nelle lotte contro i Normanni si schierò con i Bizantini.

Probabilmente la cittadina ebbe una certa importanza intorno all’anno mille come porto commerciale divenendo anche sede di Curia vescovile. Con l’arrivo dei Normanni il ruolo di Termoli crebbe soprattutto ai fini militari. Il suo porto originario, di cui non sono rimaste tracce, aveva una posizione strategica per il controllo delle operazioni militari e commerciali nell’Adriatico. Da qui partirono, più tardi, anche le galee crociate dirette in Terrasanta.

Termoli era parte di un sistema difensivo della costa che prevedeva la costruzione di numerose torri di avvistamento (solo foto) di cui ancora abbiamo traccia lungo la costa meridionale adriatica. Nel 1194 la cittadina subisce un incursione crociata con i rituali saccheggi. Intorno al 1200 è documentata la presenza di commercianti ravellesi e amalfitani che finanziarono la ristrutturazione della Cattedrale. Si ha conoscenza di un accordo con Fermo, importante centro Piceno, con il quale, nel 1225, si stabilivano imposte sulle merci scambiate: panno colorato, panno normale di lino e di lana, ferro, olio, grano e legumi. Nel 1240, Termoli è saccheggiata dalle squadre sbarcate dalle Galee venete, in crociera nell’Adriatico, quali alleate del pontefice Gregorio IX contro l’imperatore Federico II.

Probabilmente, alla fine della prima metà del XIII secolo su iniziativa di Federico II si procedette alla costruzione di più efficaci fortificazioni soprattutto per difendere il borgo dalla terraferma e pare di quest’epoca il riadattamento dell’imponente torrione difensivo che chiamiamo “Castello Svevo“.

Numerosi poi gli episodi poco piacevoli: la peste nel 1323, il terremoto nel 1425 e nel 1456, il saccheggio veneziano nel 1484.

A livello feudale si consideri che durante l’epoca normanna la Contea di Termoli venne assorbita dalla Contea di Loritello (l’attuale Rotello, città dell’olio). Nel secolo XII con la disgregazione della Contea di Loritello, Termoli viene incorporata nel demanio regio per un periodo non facilmente determinabile ma è certo che Bartolomeo di Capua, (n. 1248-1316), fu il primo duca di Termoli, discendente diretto dei Conti d’Altavilla. Alla morte di Bartolomeo, il ducato, tornato al demanio regio, fu detenuto prima da Carlo d’Angiò e poi alla sua morte avvenuta nel 1328 alla primogenita Giovanna, che nel 1343 ascese al trono angioino.

Concesso subito dopo in dote alla principessa Maria d’Angiò, il ducato di Termoli fu guidato dai discendenti di quest’ultima sino al 1404 anno in cui Termoli fu acquistata da Francesco de Ricciardis e detenuta dalla famiglia almeno sino al 1436.

Nel periodo che va dal 1436 al 1443, Carlo di Gambatesa ottenne l’investitura di Termoli. E’ quello che gli storici chiamano Carlo di Campobasso o Carlo di Campobasso Conte di Termoli. Alla morte di Carlo nel 1459 il feudo passò in ordine cronologico: al Conte Cola di Campobasso e ai suoi discendenti, a Troiano Pappacoda (durante il regno di Carlo VIII), di nuovo sotto gli aragonesi ad Andrea di Capua d’Altavilla e poi al figlio Ferrante e alla di lui figlia la duchessa Maria di Capua che muore nel 1556.

Il 2 agosto del 1566, Termoli è saccheggiata dai Turchi di Solimano II il magnifico capeggiati da Pialj Pascià. L’episodio rievocato nel corso delle manifestazioni turistiche estive era ricordato sin dal 1577come riportava nei suoi resoconti un monaco viaggiatore. Il ducato di Termoli continua a passare da un erede all’altro e giungiamo al 1722, anno in cui è Domenico Cattaneo, Principe di Sannicandro, ad occuparsi del feudo. Nel 1914 il titolo è ancora di un Cattaneo, Mariano Augusto.

Nel XVI secolo Termoli, ridotta a centro minore, era parte della Capitanata e subisce nel 1625 un altro disastroso terremoto. Nel 1703 il Vescovo Pitirro, pur contando su una piccola guarnigione, resiste all’assedio portato da 600 soldati sbarcati da una flottiglia austriaca.

Nel 1765 il vescovo della diocesi Tommaso Giannelli così descrive il borgo marinaro: “Il suo giro che forma la figura di circolo è di trecento passi circa. Vi abitano con angustia mille e quattrocento cittadini, mentre la povera gente, che formala parte maggiore, per quanto sia numerosa la famiglia, non suole avere più di una o due stanze, nelle quali si ha l’asino, il porco e quanto gli occorre.

La città era circondata di muri e di passo in passo vi erano le torri: si vede ancora un edificio che ha la figura di un Castello. Se tutto si fosse conservato in buono stato si potrebbe preservare dalla pirateria di poca gente nemica. Mali muri sono in parte caduti, le torri rovinate, il Castello è prossimo alla distruzione cosi li pochi cannoni rimasti, privi delli suoi arnesi per farne uso”.

Il 2 e 3 febbraio del 1799 gli Albanesi dei Comuni vicini saccheggiano Termoli uccidendo numerosi simpatizzanti giacobini tra cui i fratelli Brigida.

Nel 1811, con Murat, Termoli fu staccata dalla Capitanata, ed aggregata al Molise, restando inclusa nel Distretto di Larino, e restando capoluogo di Circondario composto di S. Giacomo, Campomarino, Guglionesi e Portocannone.

Nel 1813 ancora un assedio dal mare, stavolta i termolesi resistono agli inglesi, una flottiglia di tre fregate, le cui cannonate danneggiano però la facciata della Cattedrale. In questo periodo Termoli era un borgo di marinai e pescatori, non più di 300 persone.

Nel 1847 Ferdinando II di Borbone autorizza i termolesi ad edificare fuori della cinta muraria. Lo sviluppo della pesca e dei commerci, la stabilità politica consentono un rapido sviluppo demografico.

Nel 1910 iniziano i lavori di costruzione del porto. Durante la prima guerra mondiale Termoli subisce ancora per due volte bombardamenti navali da parte della flotta austriaca il 25 maggio ed il 23 luglio del 1915.

Nel corso della seconda guerra mondiale Termoli è epicentro di una furiosa battaglia tra inglesi e tedeschi. Nella notte tra il 2 ed il 3 agosto del 1943 a nord della foce del fiume Biferno, a pochi chilometri da Termoli, sbarcarono commandos inglesi che prendendo il presidio tedesco alle spalle ne determinarono lo sfaldamento. I pochi superstiti tedeschi si rifugiarono a Guglionesi. Ma nella notte successiva il contrattacco tedesco consentì a questi ultimi di tenere la città sino al 6 ottobre. Quel giorno lo sbarco di un’altra brigata britannica consente la liberazione di Termoli e la fuga delle truppe tedesche verso il Trigno.

Oggi 

Da piccolo borgo di pescatori, Termoli dal dopoguerra ad oggi ha registrato uno straordinario incremento della popolazione. Soprattutto lo sviluppo di un Nucleo industriale e l’approdo della FIAT hanno favorito flussi migratori dai centri interni del Molise e dalla vicina Puglia.

Attualmente i residenti sono più di 30.000. Negli ultimi anni si è fatta più attraente e interessante l’offerta turistica.

Le nostre spiagge – Lidi di Termoli

(Premessa)
Il borgo antico di Termoli , insinuandosi nel mare interrompe il litorale lasciando spazio a due ampie spiaggie. La spiaggia nord ( o di San. Antonio) più lunga e storicamente più attrezzata e la spiaggia sud ( o di Rio Vivo) più ampia e riparata e solo recentemente valorizzata. Entrambe hanno sabbia dorata e finissima e consentono , grazie a fondali di profondità graduale, una vacanza sicura anche ai bambini.

La spiaggia nord – Sant’ Antonio
Ha una tradizione balneare antica. Un tempo possedeva l’unico stabilimento balneare del centrosud : venti cabine in legno su palafitte e una rampa a forma di pontile che si inoltrava nel mare con una suggestiva rotonda, quella che ispirò al cantante Fred Buongusto la famosa canzone “ Una rotonda sul mare”.
Oggi gli stabilimenti, tutti ben attrezzati, si susseguono lungo la strada di lungomare.

La spiaggia sud – Rio Vivo
E’ un’immensa spiaggia che ricorda anche nell’atmosfera i lidi californiani. In questi ultimi tempi è la meta preferita dei più giovani. Soprattutto dai praticanti della vela , del windsurf , del canottaggio e dello sci nautico. Il vantaggio di questo arenile è legato alla posizione; è infatti riparato rispetto ai venti dominanti del quadrante settentrionale.

Tradizioni e manifestazioni

16 e 19 gennaio
Canti per le strade da parte di gruppi in costume, che rievocano la storia e la leggenda di S. Antonio Abate e il martirio di S. Sebastiano.

18 marzo
Si ripete l’antico rito de “I Vetare” (gli altari), dedicato a S. Giuseppe. Famiglie devote aprono la loro casa al pubblico per una notte e un giorno, imbandendo una tavola ricca di pietanze magre e allestendo un altare votivo particolarmente ricco .

Pasqua
Ogni martedì di Pasqua la città festeggia la “Pasquetta” all’aperto, recandosi a piedi in visita alla. “Madonn ‘a llunghe” (chiesa di S. Maria in Valentino).

3 agosto
Processione a mare del Santo Patrono S. Basso, con i pescherecci che, stracolmi di fedeli, seguono la barca con la statua del Santo. La suggestiva crociera ,che si svolge al mattino ,fa rivivere l’antica leggenda secondo la quale alcuni pescatori , poco lontano dalla costa , rinvenirono in acqua un sarcofago contenente i resti del Santo.

15 agosto
Si svolge lo spettacolare “incendio del castello”. Una manifestazione che vuole ricordare l’assedio al borgo antico da parte dei turchi di Pialj Pascià nel 1566 . Ultimamente il finto assedio è divenuto sempre più uno show affascinante che utilizza anche comparse in costume.

Sagra del pesce
A fine agosto si svolge questa tradizionale festa del borgo marinaro. Nata nel 1958 sul modello di quella di Camogli la sagra attira sempre tantissimi ospiti sul piazzale del porto. Qui enormi padelle friggono quintali di triglie e seppioline per i golosoni presenti.

Itinerari termolesi

PERCORSO 1 – lo struscio
Da Piazza V. Veneto a Piazza Belvedere

Si tratta della classica passeggiata al centro , il percorso scelto ripetutamente dagli indigeni per socializzare e sbirciare le vetrine dei negozi più eleganti. L’ideale punto di partenza è Piazza Vittorio Veneto che i locali chiamano Piazza Monumento per la presenza di una scultura bronzea , realizzata dall’artista campobassano Enzo Puchetti nel 1946,e dedicata ai caduti. La piazza che ha forma regolare è adornata da aiuole ben curate ed attrezzata con comode panchine. Su uno dei lati della piazza spicca l’edificio scolastico edificato negli anni ’30. Dalla Piazza la camminata si fa in giù percorrendo il Corso Nazionale sempre molto animato e giungendo sino in fondo con l’imbarazzo di scegliere a sinistra ,verso il belvedere, o a destra, verso il borgo antico? Voltiamo a sinistra , considerato che il borgo sarà oggetto del prossimo itinerario. Pochi passi ci separano dalla Piazza belvedere che i locali chiamano di Sant‘Antonio. A questo Santo infatti era dedicata la chiesa che, attualmente sconsacrata, ospita la Galleria Civica d’Arte moderna. Sulla Piazza si affacciano altri edifici di importanza pubblica : il Municipio e la sede del Seminario Vescovile. La piazza è abbellita da una fontana, realizzata nel 1949 dall’artista Renato Beretta, che ha come tema un fanciullo che gioca con i delfini. Ma è guardando verso il mare che si rimane senza fiato, il belvedere è una vera e propria terrazza sul mare. Guardando a sinistra è possibile gustare splendidi tramonti e quando il maestrale spazza la caligine vedere i profili dei massicci montuosi abruzzesi . Abbassando lo sguardo vediamo i terrazzamenti sul mare ispirati a Gaudì del complesso detto “Pozzo dolce. Di fronte è possibile,invece, ammirare il mare e gli stabilimenti balneari del cosiddetto litorale nord. Girando lo sguardo a destra ci sorprende la vista del borgo antico proteso come un promontorio nel mare, con il castello, il faro, la cattedrale, la scogliera ed i trabucchi.

PERCORSO 2 – il borgo , una terrazza sul mare
Un giro oltre le mura del borgo antico

Per entrare nel borgo antico abbiamo due possibilità: utilizzare il varco adiacente il castello o utilizzare la porta ad arco sul margine destro dell’antico nucleo urbano. Scegliamo la seconda. Poco prima di entrare è possibile visitare la torretta belvedere. Dal piazzale poco prima di entrare si può godere la veduta del porto e, se c’è la giusta visibilità, osservare il profilo delle Isole Tremiti. Entrando nel piccolo borgo marinaro ci sentiamo subito immersi in un atmosfera particolare. Le case basse, addossate l’un l’altra e servite da vicoli stretti e tortuosi lasciano facilmente immaginare quale doveva essere un tempo l’organizzazione sociale dei pescatori. Appena entrati possiamo subito utilizzare la prima gradinata a sinistra e continuare a salire , tenendosi sempre a sinistra e utilizzando strettissimi varchi sino al belvedere sopra le mura, oppure come noi continuare su via Duomo, l’asse viario più importante che ci conduce immediatamente nella piazza prospiciente la Cattedrale, dedicata a Santa Maria della purificazione. Ecco apparirne la candida facciata sulla destra. Non abbiate timore di perdervi nel Borgo è piccolo e ben delimitato dal mare, giratene i vicoli stretti e suggestivi ( uno è talmente stretto da consentire a malapena il passaggio ed è considerato uno dei più stretti vicoli d’Europa ). Godetevi il mare da tutti i punti di vista , tornate a guardare i trabucchi dall’alto, affacciatevi girando nel senso opposto a vedere il porto. E non dimenticate, soprattutto se è aperto per qualche mostra come accade spesso, di fare una puntatina all’interno del Castello Svevo.

PERCORSO 3 – il lungomare ed il porto , sfiorando il mare

Se uscendo dal borgo imbocchiamo la prima strada che scende sulla destra ci ritroviamo ai piedi del castello. Qui due opzioni: scegliere la via più comoda, perchè ben pavimentata del lungomare, in parte sopraelevato, puntando verso settentrione oppure avventurarsi su una stradina sterrata che passando tra i trabucchi e la cinta muraria, gira tutt’intorno al borgo e sbocca all’interno del porto. Prima di giungere al porto, sulla destra, incontriamo i resti della Torre Tornola. Ambedue i percorsi sono ricchi di attrattive naturali e ci consentono quel contatto col mare che da sempre le nostre anime inconsciamente ricercano.

Come arrivare

Termoli ha una buona accessibilità. Situata lungo il percorso autostradale A14 è facilmente raggiungibile con l’auto:

  • da Nord ( Pescara) con uscita consigliata a Vasto Sud – Montenero e proseguimento per km. 20 su Strada statale Europa 2 oppure a Termoli
  • da sud ( Bari) con uscita a Termoli
  • dal Tirreno meridionale ( Napoli ) utilizzando l’autostrada Roma-Napoli (A2) con uscita a Caianello e passando per Venafro e Isernia utilizzando la fondovalle Trignina sino al mare.
  • dal Tirreno settentrionale ( Roma) utilizzando sempre l’autostrada Roma-Napoli (A2) con uscita a San Vittore e poi stesso percorso su descritto
  • dal Beneventano utilizzando la fondovalle Tammaro e proseguendo sulla fondovalle Bifernina

Anche i percorsi ferroviari favoriscono Termoli come destinazione . Termoli è importante stazione del centrosud ed è ben collegata soprattutto a Pescara e Bari , ma anche a Napoli e Roma.

Ad orari prefissati ,servizi di autolinee congiungono Termoli ad Isernia , Campobasso , Pescara , Foggia, Roma e Napoli .