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Tensione pre-orali per studenti e genitori

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TERMOLI. Archiviato il ‘quizzone’, spauracchio della maturità 2010 e terminate, ancor prima, le due prove scritte, gli studenti delle superiori sono impegnati con l’ultimo scalino della maturità per arrivare, finalmente, al termine del ciclo di studi che fornisce il primo ‘importante’ pezzo di carta, il diploma.

Ma i giovani di Termoli come si sono preparati per l’ultimo round? E come si presenteranno dinanzi alla Commisione? Agitati? Emozionati? Impauriti? “L’ultimo sforzo da fare era per l’orale- ha dichiarato Beatrice, ‘Bea’ per gli amici- credo e spero che i docenti ci facciano cominciare con la tesina, argomento a  piacere insomma. In caso contrario, anche se ho studiato, entrerei nel pallone più totale perché mi sentirei spiazzata!”.

Ore ed ore davanti ai libri, reprimendo la voglia di uscire per divertirsi ed andare al mare, per prepararsi all’ultimo esame verso la vita da adulto, in attesa di entrare all’università o nel mondo del lavoro. Uno step che, al giorno d’oggi, tocca a tutti prima o poi. E chi l’ha già vissuto questo momento, non può fare a meno di ricordarlo adesso con uno sberleffo, un sorriso. “Sto cercando di tranquillizzare mia figlia perché l’ansia è tanta, la capisco- ha confessato la mamma di una ‘maturanda’- ci siamo passati tutti, ma soltanto alla fine ci si rende conto che l’agitazione era evitabile. Mia figlia è brava a scuola, non ha problemi per cui non ha nulla da preoccuparsi. Continuo a ripeterglielo ma lei nulla, passa intere serate a leggere e ripetere i vari argomenti trattati nel corso dell’ultimo anno scolastico! Spero per lei che passi in fretta questa settimana, così si toglie un bel peso. Ed anche io e mio marito saremo più sollevati!”.

Cuore di mamma, insomma. E già, perché che ‘i figli so’ piezz’e core’ è un detto veritiero, che non tramonta mai. Ancora qualche settimana, comunque e tutto sarà finito. I nostri studenti potranno finalmente godersi l’estate, prima di prendere altre strade, lavorative od universitarie, ed i genitori potranno tirare un bel sospiro di sollievo.

O per loro sarà un’altra fonte di preoccupazione la lontananza dai propri pargoli o la smania di trovare un lavoro per loro, coi tempi che corrono?

Maria Ciarlitto

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